In attesa del Premio Nobel per la Letteratura 2015

Mancano meno di ventiquattr’ore all’annuncio del vincitore del Premio Nobel per la Letteratura del 2015. Come ogni anno, il gran segreto in cui si svolgono le fasi di selezione presso l’Accademia di Svezia fomenta i pronostici – a volte vere e proprie illazioni – di broker, giornalisti e semplici lettori accaniti: nella rosa di nomi che passano di pagina in web in pagina web si possono riconoscere gli autori più disparati, da quelli più conosciuti e che, puntualmente, ogni anno restano delusi, ad altri spesso ignoti al lettore medio.

Probabilmente il fascino del Premio Nobel, oltre che nel suo gran prestigio, sta proprio nel mistero che lo circonda, mistero che si estende dal nome dei candidati ai criteri di valutazione e di scelta. Sono stati infatti insigniti di questa onorificenza, nel corso degli anni, i letterati più disparati, dal famosissimo Thomas Mann al semisconosciuto  Frans Eemil Sillanpää; e quasi tutte le volte la decisione è stata accompagnata da forti polemici e scontenti: ne è un esempio il caso del 2014, in cui, sui vari nomi pronosticati, tra cui spiccavano quelli di Milan Kundera, Haruki Murakami e Umberto Eco, ha prevalso il francese Patrick Modiano.

Sembra dunque che non serva essere uno scrittore di fama mondiale per vincere il Premio Nobel, e che anzi, un’attività letteraria quasi di nicchia possa costituire un punto a favore: proprio per questo, a parere del web, chiunque può essere un possibile candidato.

La situazione di quest’anno vede tra i favoriti una rosa di nomi quasi storica, che si ripropone di anno in anno quasi identica: Haruki Murakami, Philip Roth, Joyce Carole Oates, Don DeLillo, Cormac McCarthy, Amos Oz.

Tra i favoritissimi, tuttavia, spiccano due nomi molto più di nicchia: quello di Svetlana Alexievich, giornalista bielorussa – sarebbe la prima volta che il premio viene assegnato ad un’autrice di non narrativa – e quello di Ngũgĩ wa Thiong’o, autore kenyano.

Per quanto riguarda gli autori italiani, si parlava, prima dell’estate, di una possibile candidatura di Sebastiano Vassalli, la cui prematura scomparsa ha infranto questa possibilità. Al momento, gli unici ad essere citati nei pronostici dei bookmaker inglesi sono Umberto Eco e Dacia Maraini, anche se non sono mancate, nei giorni scorsi, illazioni su una possibile candidatura della misteriosa Elena Ferrante e di Roberto Saviano.

I pronostici si rivelano, tuttavia, fallaci di anno in anno: l’Accademia di Svezia riesce puntualmente a sorprendere tutti con un nome inaspettato, quindi nulla esclude che il vincitore del Nobel per la Letteratura 2015 non sia neanche stato citato in questo articolo: non ci resta che attendere domani.

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