“Il ritratto”, di Irene Milani

L’OPERA

“Il ritratto”, opera d’esordio di Irene Milani, è un romanzo rosa scorrevole e leggero ambientato nella Trento dei giorni nostri.

La vicenda è incentrata sulla vita sentimentale della protagonista Isolde a cavallo tra l’ultimo anno di liceo e il primo di università: Isolde si è trasferita da poco a Trento e nella nuova scuola ed è alle prese con nuove amicizie, nuovi amori e un segreto di famiglia che affonda le sue radici nella Seconda Guerra Mondiale.

La trama si basa infatti sugli effetti sulla vita presente di Isolde e di Tristan, il Il ritratto - copertinaragazzo di cui la protagonista è innamorata, di un evento storico che ha coinvolto le loro famiglie: l’eccidio di Bolzano.
L’idea è interessante, poiché porta ad affrontare temi come la memoria storica, il perdono, l’ereditarietà della colpa, ed è un peccato che rimanga fino alla fine quasi sullo sfondo, senza mai coinvolgere pienamente le famiglie di Isolde e Tristan, che ne sono state le vere protagoniste, per concentrarsi esclusivamente sulla vita della ragazza.

Il punto debole del libro è infatti l’eccessivo spazio dedicato alla relazione di Isolde con Chris, personaggio privo di qualsiasi personalità: quando è in sua compagnia anche la protagonista finisce per cambiare idea sui suoi sentimenti ogni due pagine e comportarsi in maniera fondamentalmente incoerente, e ho trovato che tutta questa parte della trama abbia aggiunto poco o niente alla storia, a parte fornire ad Isolde un pretesto per riavvicinarsi a Tristan.

Parlando per l’appunto di personaggi, quello di Tristan è forse il meglio riuscito: il conflitto interiore e la sofferenza che prova ad allontanarsi da Isolde si intuiscono bene tra le poche parole che dice, ed è l’unico a subire una vera evoluzione nel corso della storia e a rivelarsi in maniera sempre diversa. Riguardo la protagonista, la mia opinione è stata altalenante, poiché Isolde appare in eterna contraddizione con se stessa: un attimo prima afferma di essere molto presa da Chris e quello dopo si strugge per Tristan, si professa timida ogni due pagine ma non esita ad indossare mise sexy e non fatica a trovare un gruppo di amici nel giro di pochi capitoli (il che porta a chiedersi perché mai non ci fosse riuscita fino a quel momento). Tale indefinitezza potrebbe essere forse giustificata dalla sua giovane età, ma alle volte sembra comportarsi come una ragazzina più piccola dei 18 anni che ha.

Un pregio dell’opera è l’attenzione dedicata alle descrizioni della natura trentina, in particolare all’atmosfera della radura dove Isolde ama rifugiarsi e dove disegna il ritratto che dà il titolo al romanzo, e all’arte e alla letteratura: di capitolo in capitolo, infatti, si ritrovano vari riferimenti alla cultura Romantica, prima di tutto nei nomi dei protagonisti e poi nel lavoro che Tristan e Isolde fanno per la tesina: le citazioni e i riferimenti sono sempre adeguati alla circostanza che vivono i due ragazzi.

Lo stile è scorrevole e molto semplice, il che è allo stesso tempo un pregio e un difetto: un pregio perché permette di finire l’opera molto in fretta e la rende avvincente, un difetto perché, alle volte, la sua chiarezza lo rende ridondante. Ad esempio, non ho molto apprezzato la scelta di descrivere nei minimi particolari la giornata di Isolde: se alcuni dettagli risultano funzionali alla narrazione e la rendono più realistica, altri, come l’elenco delle materie che costituiscono la giornata scolastica della protagonista, la appesantiscono.

In conclusione, Il ritratto è un’opera, seppur acerba in alcuni tratti, godibile per chi ha nelle sue corde il genere rosa adolescenziale e si sente irrimediabilmente romantico: se levigato e curato, lo stile di Irene Milani potrà produrre opere ancora più piacevoli.

L’AUTORE

Irene Milani è nata nel 1977 a Milano, si è laureata all’Università di Parma in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali e attualmente insegna italiano alle medie a Como, dove vive con il marito e i due figli. È un’accanita lettrice e ha iniziato a scrivere per sfida:  Il ritratto non è il suo primo lavoro, ma è il primo che l’ha invogliata a mettersi in gioco.

Cosa rappresenta per te questo romanzo?  “Il ritratto” è stato il primo libro scritto con l’intenzione di farlo leggere a qualcuno, non più solo per me stessa. Quindi rappresenta di fatto la consapevolezza di essere una “scrittrice”.

Due aggettivi per descriverlo? Ispirato ed eclettico.

Il tuo scrittore preferito? Ken Follett.

L’EDIZIONE

Editore: Lettere Animate

Anno di pubblicazione:  2014

Pagine: 226

Versioni: ebook

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