Roma senza papa

“Roma senza papa”, di Guido Morselli

Alla domanda “Perché leggere Morselli?” risponderei, di primo acchito: per restare senza parole.
Poi aggiungerei: per capire perché, fino alla fine della sua vita, Morselli è stato rifiutato dai più disparati editori.

Fa tenerezza, mentre si insegue la sua arzigogolata prosa per le vie di una Roma ucronica e irreale, immaginare quest’uomo estroso e coltissimo che tenta di divulgare la sua arte tra la gente comuneroma, di fare in modo che chiunque possa immergersi nelle conversazioni ad argomento
teologico dei suoi personaggi e barcamenarsi fra le molteplici citazioni in latino e i riferimenti storici e culturali.
Morselli non è un autore per tutti, ora come allora: per leggerlo, bisogna essere armati di un’ottima dose di pazienza, di una altrettanto generosa di curiosità, e soprattutto bisogna essere ben lontani dall’idea di potersi emozionare: l’autore narra con la fredda lucidità di un chirurgo, sviscera i segreti più remoti di uno spazio-tempo che non può conoscere e sorride al lettore da uno scranno impassibile e onnisciente.

Il romanzo appartiene all’interessante e inesplorato genere dell’ucronia: è ambientato, infatti, circa trent’anni dopo la data in cui fu composto, ossia negli anni ’90, e narra la storia della società italiana e mondiale in tale epoca attraverso la storia della Chiesa. La voce narrante è, infatti, quella di un sacerdote svizzero dal cognome ignoto, che soggiorna per qualche giorno nella Capitale della fede in attesa che il papa in carica, Giovanni XXIV, lo riceva per una udienza. Il papa ha però clamorosamente spostato la sua sede da Roma alla vicina Zagarolo: Piazza San Pietro è vuota, Roma è orfana, i romani si sentono vilmente traditi.

Non si tratta dell’unico radicale cambiamento dell’ordine religioso: seguendo il galleriafoto_009protagonista nei suoi peregrinaggi fisici e mentali per la capitale, unico esile filo di conduttore di una trama che è soltanto un pretesto per mostrare un’idea di mondo, si scopre molto altro; la fervidissima fantasia di Morselli ha in certi punti il sapore della profezia: la proposta del mandato papale a tempo, per esempio, non può mancare di far pensare alle recenti dimissioni di Benedetto XVI. Non anticiperò troppi altri dettagli sugli anni Novanta profetizzati da Morselli; basti pensare che in Roma senza papa il matrimonio ecclesiastico è ormai prassi comune (si vocifera che persino il papa abbia un’amante), che la Questione Meridionale è stata risolta dai gesuiti e che il papa si appresta a dividere la luna tra USA e URSS (ebbene, l’allunaggio ha avuto luogo anche nel mondo di Morselli, previsto con tre anni d’anticipo!) in un moderno Trattato di Tordesillas.

L’ambientazione del romanzo è grottesca, contraddittoria e spaventosamente plausibile: allo stesso tempo si assiste ad una mondanizzazione e modernizzazione degli istituti ecclesiastici e ad un suo ritorno alla pura spiritualità delle origini; con il progressivo abbandono, da parte del papa, di tutti i suoi possedimenti terreni. Il protagonista del romanzo e i vari personaggi che incontra discorrono di tali cambiamenti e Morselli riesce a rendere ogni tesi plausibile, rigirando da diverse prospettive i cardini teologici della religione cristiana e rendendoli una sua materia da decomporre e strutturare. La sua opinione in merito resta ignota: lui spennella, precisa, provoca; ma non esprime mai un’opinione: persino quelle che vedono la luce per bocca del suo personaggio sono vaghe e incerte, mai davvero schierate dall’una o dall’altra parte.

Roma senza papa è un romanzo che va letto lentamente, un paio di capitoli per volta, con tutto il tempo e la calma necessari a prestargli la dovuta attenzione, ad apprezzarne il ritmo dondolante e le sottili implicazioni filosofiche: non è difficile dunque capire perché tuttora il nome di Morselli non figura tra quelli dei maggiori autori italiani del Novecento; in un’epoca in cui la lettura è moda, è spizzicata, è rubata tra un’attività e l’altra. Tuttavia vale la pena di leggerlo e conoscerlo: se riuscirete a ritagliare del tempo da dedicargli totalmente, senza pretendere di lasciarvi coinvolgere o ottenere quel che da un romanzo tradizionale solitamente ci si aspetta, non ve ne pentirete.
guido-morselli-auto

Annunci

2 thoughts on “Roma senza papa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...