Un po’ di Faulkner o Una rosa per Emily

Una rosa per Emily

Una rosa per Emily è una breve raccolta di tre racconti (Una rosa per EmilyMiss Zilphia Gant e Adolescenza). bb8126124bced91398473f46a2cc7cd8_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy
Uno stile lodevole, bello, raffinato, e racconti che, per quanto disegnino un mondo freddo, cinico, misero, riescono ugualmente a lasciare qualcosa. Se non avete mai letto Faulkner, credo che questi tre racconti siano il punto giusto da cui iniziare.

Lo dico perché, per mio grave errore, ho iniziato da L’urlo e il furoreche non è solo banalmente un libro difficile da leggere, come potrebbe essere per il grado intellettuale un libro di Eco o per la sontuosa impalcatura la Recherche proustiana: bensì L’urlo e il furore è semplicemente un groviglio scuro di confusione (lo stesso Bertolucci, nella post-fazione alla edizione Einaudi, parla di confusione).  La sensazione che hanno i lettori a cui il modernismo è poco familiare è la delusione amara di essere stati ingannati dall’autore, che l’autore non abbia avuto alcuna pietà per loro e che forse se ne sta lì a sogghignare, beandosi dei rovi con cui ha forgiato il romanzo.
Ma in questi racconti ho trovato qualcosa di decisamente diverso, la vera essenza faulkeriana avara dei parossistici eccessi di sperimentalismo torbido e intricato, certamente più godibile e moderato.
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Si tratta di storie quotidiane ma di una quotidianità in cui s’intravedono sprazzi di particolarità, in qualche modo completamente diverse e in qualche modo profondamente e intimamente uguali, stendardi di una infinita tristezza e di una incurabile miseria. Storie in cui emerge l’anima ferita di quel Sud tanto caro a Faulkner, storie di vinti e di sconfitti, di rassegnati alla vita o dalla vita logorati, di speranze infrante e illusioni smentite.

Ciò che di certo si può dire su Faulkner è che la sua scrittura ha una incredibile particolarità: ogni parola, qualsiasi, ha non uno solo, quello apparente che ogni dizionario riporterebbe, bensì altri 2, 3 significati, in cui tutto il senso di un passaggio, di un capitolo e di un intero romanzo è racchiuso. E questa caratteristica, incredibile e geniale, rende non facile leggere Faulkner; ma allo stesso tempo lo rende molto intrigante.

Se non avete mai letto Faulkner, vi consiglio di iniziare da questi racconti. E semmai poi vorrete provare con altro, fatelo con le giuste precauzioni.

Lì, ai suoi piedi, c’era il laghetto: ombre, poi alberi ripetuti e immobili, ancora il cielo; e si sedette e fissò lo sguardo nell’acqua con una disperazione tranquilla e sensuosa. Il mondo era questo, sotto di lei e sopra la sua testa, eterno e vuoto e sconfinato. Il corno risuonò di nuovo tutt’attorno, nell’acqua e negli alberi e nel cielo; poi morì lentamente in lontananza, defluendo dal cielo e dagli alberi e dall’acqua nel suo corpo, lasciandole in bocca un caldo sapore salato. Improvvisamente si girò e sprofondò il viso fra le braccia esili, e sentì la terra aguzza che la colpiva attraverso i vestiti sulle cosce e il ventre e i piccoli seni sodi. L’ultima eco del corno scivolò incontaminata lontano da lei, giù per qualche liscia, smisurata collina di quiete autunnale, come il clamore di una disperazione lontana. Poi, quasi subito, svanì.”

 

 

 

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