“Araba Fenice”, di Michele Sbriscia

L’OPERA
Recensire un esordiente non è mai facile, richiede anzi uno sforzo impensabile, una grande fatica. Il perché è presto detto: bisogna soppesare ogni parola, ponderare ogni giudizio, di modo che sincerità non diventi sinonimo di stroncatura, che verità equanime – e forse poco piacevole – e giusto modo di esprimerla siano in equilibrio, che un parere personale non prevalga s’una analisi oggettiva; affinché, ad ogni modo, qualcosa di buono e utile si possa trarre pro futuro, e che la dignità e le speranze di uno scrittore esordienti non siano neppure minimamente scalfite.

Per quanto anche con Araba Fenice di Michele Sbriscia, padre di famiglia araba fenicequarantacinquenne, farò una grande fatica nell’esprimere una recensione, tuttavia mi accingo a farlo con un animo più tranquillo, per un motivo particolare: pagina dopo pagina, con stupore, percepivo una sensazione piacevole, inaspettata, genuina: questa sensazione che emergeva e palpitava era il divertimento che l’autore aveva provato nello scrivere la sua storia. E questo divertimento, quasi una gioia pura e infantile (nel significato più nobile del termine), mi ha fatto capire che l’autore, scrivendo questo romanzo, non sia caduto nel frequente errore di prendersi eccessivamente sul serio. Intendo che s’è accinto a scrivere per un piacere personale, per vivere un’avventura, per provare gioia; ovvero ha scritto per se stesso e la pubblicazione sembra essere stata una conseguenza piuttosto che un fine. Sempre ammesso di non sbagliarmi (il che può essere possibilissimo, ma questo è quel che ho percepito), la trovo una cosa importante e bellissima, fondamentale per chi vuol scrivere, oggi abbastanza rara. Ha sempre fatto colpo su di me la genuinità. Per questo motivo ho ammesso di scrivere quanto segue con animo tranquillo.

Araba Fenice è un thriller e un giallo, ambientato nella Fano del suo autore, che vede per protagonista Andrea, giovane imprenditore nel settore dei viaggi. La sua curiosità lo condurrà a prendere in prestito dalla biblioteca uno strano libro, apparentemente di botanica, che lo farà precipitare in un mistero che risale fino al famoso esoterista e alchimista Cagliostro. Chi è quella gente che lo segue? E perché vogliono tutti quel documento?

Lo stile è semplice ma non semplicistico, scorrevole e mai ridondante, spesso ironico e brioso, privo delle solite sbavature di un esordiente alle prime esperienze e anzi farcito di aneddoti storici e di riferimenti al territorio fanese, che chiaramente Sbriscia vuol far risaltare. È evidente quanto si sia documentato. Un buon punto a favore.

I personaggi sono nel giusto caratterizzati, né molto né poco, chi più chi meno.

Tuttavia la trama non è stata all’altezza della bravura stilistica. Il che è strano, perché solitamente è ben più facile avere una idea interessante e ben più difficile scriverla correttamente. Insomma, la capacità di scrivere bene è una dote ben più rara e più ostica da raggiungere. Eppure, qui si riesce in questo paradosso. È chiaro che Sbriscia sia un accanito lettore.

Entrando nei particolari della trama, non ho trovato quella forza, quel magnetismo e soprattutto quella coesione che un thriller dovrebbe avere: la parte iniziale è quasi fin troppo confusionaria, qualche passaggio utile è stato qui e là saltato – forse per scelta – e le situazioni quotidiane di contorno risultano a volte lente. Nel complesso non l’ho trovata completamente riuscita, merito anche del complesso intreccio che s’è voluto creare, con più storie che s’intessono e s’incontrano solo nella parte finale: lodevole il coraggio di osare, ben apprezzato, ma chiaramente è davvero difficile, per chiunque, avere risultati ottimi al primo tentativo con un genere tanto arduo come quello del thriller.

Araba Fenice è un romanzo leggero e brioso.

L’AUTORE
Chi è?
Michele Sbriscia è nato a Fano (PU) l’8 Agosto 1970. E’ sposato con Lara e ha 2 figli, Giorgia e Matteo. E’diplomato in elettronica ed ha la fortuna di lavorare nel settore da venti anni. Questa è la sua prima fatica.
Cosa rappresenta per te questo romanzo?
Il libro è stato la conclusione di un’avventura. Mi è piaciuto tantissimo la fase della ricerca di tutto il materiale, esaminare i libri da leggere o il semplice osservare di vecchie istantanee. Ma tutto è partito dalla passione per la lettura!
Due aggettivi per descriverlo?
Atipico e ricercato.
Lo scrittore preferito?
E’ il Magister Valerio Evangelisti, scrittore bolognese della fenomenale saga dell’inquisitore medioevale Eymerich (al quale, nella mia storia, ho dedicato un cammeo!). La sua struttura dei romanzi, primo fra tutti Cherudek che è il mio preferito, è molto interessante; più storie sono strettamente interconnesse, ma il collegamento risulto chiaro solo verso la fine del romanzo.

L’EDIZIONE
Editore: Lettere Animate
Anno di pubblicazione:  2015
Pagine: 196
Versioni: ebook

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