Ultimo saluto a Lars Gustafsson

“Secondo la mia opinione” disse l’uomo che non era chiunque “ci sono due grandi problemi in una vita umana normale.”
“E sarebbero?” chiese la nipote del Capitano.
“Che non si capisce.”
“E l’altro?”
“Che si capisce fin troppo bene.”

 da L’uomo sulla bicicletta blu

Si è spento il 2 aprile scorso lo scrittore, filosofo e matematico svedese Lars Gustafsson, personalità eclettica e sottile, all’età di 79 anni.
Paragonato più volte a Borges per l’impronta erudita e visionaria dei suoi romanzi, in cui è evidente il gioco dello scrittore che sorride della propria cultura, Lars Gustafsson viveva da 22 anni ad Austin, in Texas, dove insegnava Storia del pensiero occidentale. Si era recato pochi mesi fa in Italia in quanto vincitore del Premio Internazionale Nonino, consegnatogli da Claudio Magris il 30 gennaio 2016.
La sterminata opera di Gustafsson, che consta di romanzi, saggi e raccolte di poesie, è stata parzialmente tradotta in italiano ed edita da Iperborea. Il tema della morte è presente in svariati dei suoi romanzi: ha un ruolo prepotente nell’intenso  Morte di un apicoltore (1978), culmine di un ciclo di cinque romanzi dal titolo Crepe nel muro, mentre è più sommesso, distaccato e struggente nel penultimo romanzo di Gustafsson, L’uomo sulla bicicletta blu (2015), presentato in Italia dal suo autore al Salone del Libro di Torino nel 2015.
I toni soffici e surreali  di tale opera hanno fatto sì che l’autore fosse paragonato a Lewis Carroll e a Italo Calvino. Interrogato sul suo personaggio preferito del romanzo, Lars Gustafsson affermò di avere una speciale inclinazione per un’anziana signora, in punto di morte per tutta la durata dl romanzo, che ad un certo punto si alza dal letto e compare sulla soglia della cucina per respirare a pieni polmoni il profumo del banchetto destinato al proprio funerale, immagine della vitalità e della gioia di vivere la vita fino all’ultimo istante.
Mi piace immaginare che anche Lars Gustafsson si sia congedato da questo mondo con la grazia impalpabile dell’anziana signora del romanzo, e che abbia dato il suo estremo saluto alla vita con la serafica consapevolezza di chi sa di aver compreso come funziona e non aspetta altro che vedere cosa c’è dopo.

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