Un’italiana al Man Booker International Prize

Sono stati annunciati il 13 aprile 2016 i sei romanzi finalisti al Man Booker International Prize per l’anno 2016. Il premio, che si inserisce nel prestigioso quadro del Man Booker Prize per la narrativa in lingua inglese, verrà assegnato, dal 2016 in poi, ad un libro tradotto in inglese e sarà ripartito equamente tra autore e traduttore.

Nella rosa dei sei finalisti spicca il nome della misteriosa italiana Elena Ferrante che concorre al premio con il romanzo Storia della bambina perduta (tradotto in inglese come Story of the lost child) nella traduzione di Ann Goldstein, già nella cinquina finalista del Premio Strega nel 2015 e inserito dal New York Times nella top ten della miglior fiction del 2015.

Il traguardo raggiunto dalla Ferrante conferma lo straordinario successo che quest’autrice riscuote nei paesi anglofoni e contribuisce ad alimentare l’alone di interesse e mistero intorno alla scrittrice, di cui nessuno conosce la vera identità. Che la sua scelta dell’anonimato sia una trovata commerciale o una coraggiosa filosofia di vita, pare che le polemiche che hanno accompagnato la sua candidatura allo Strega non impediscano ad Elena Ferrante di continuare a conciliare successo e discrezione anche a livello internazionale.

Dal 2005 al 2015, il premio è stato assegnato ogni due anni all’opera di un autore di nazionalità qualunque, poiché fosse disponibile in inglese. Si contano tra i vincitori nomi eminenti come quello di Alice Munro nel 2009, Ismail Kadare nel 2005 e Philip Roth nel 2011. Tra gli autori considerati per il premio nel corso degli anni si contano tra l’altro colonne portanti della letteratura mondiale del calibro di Gabriel García Márquez, Kenzaburo Oe, Milan Kundera, Don DeLillo e Mario Vargas Llosa, per citarne solo alcuni. Tra gli italiani, spicca per ben due volte il nome di Antonio Tabucchi, preso in considerazione nel 2005 e nel 2007, e quello di Dacia Maraini, nel 2011.

Elena Ferrante ha quindi la possibilità di essere la prima vincitrice italiana di un premio dal prestigioso respiro internazionale, ponendo la sua opera sullo stesso piatto della bilancia di prestigiosi autori vincitori d’ogni tipo di premio, tra cui non pochi Nobel. A contenderle il podio ci saranno José Eduardo Angalusa dall’Angola con il romanzo A general theory of oblivion, la sudcoreana Han Kang con The Vegetarian, il Premio Nobel turco Orhan Pamuk, autore di A strangeness in my mind, l’austriaco Robert Seethaler con il romanzo A whole life e il cinese Yan Lianke con The four books. I sei romanzi sono stati scelti tra 155 libri candidati e tutti sono ambientati nelle patrie dei loro autori e ne raccontano un momento di svolta o un pezzo di vita quotidiana attraverso le vite dei protagonisti.

Il vincitore sarà annunciato il 16 maggio 2016. Facciamo i nostri migliori auguri a Elena Ferrante e chiudiamo l’articolo con un breve estratto dall’intervista da lei rilasciata a Nicola Lagioia e pubblicata il 4 aprile 2016 su Repubblica.it:

[..]Scrivo per testimoniare che sono vissuta e che ho cercato una misura per me e per gli altri, visto che gli altri non potevano o non sapevano o non volevano farlo. Bene, questo cos’è se non superbia? E cosa significa se non: voi non sapete vedermi e vedervi, ma io mi vedo e vi vedo? No, non c’è via d’uscita.

L’unica possibilità è imparare a ridimensionare il proprio io, a rovesciarlo nell’opera e tirarsene via, a considerare la scrittura come ciò che si separa da noi non appena è compiuta: uno dei tanti effetti collaterali della vita activa.

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3 thoughts on “Un’italiana al Man Booker International Prize

  1. Sono molto contenta per Elsa Ferrante. Ho letto (mi è stato assegnato qui dalla scelta a sorpresa) L’amica geniale, un libro che mi ha “presa” fio all’ultima riga. Le faccio tanti auguri, sarei felicissima di una sua vittoria!

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    1. Ah, allora poi l’ha letto. Ci fa davvero piacere! Soprattutto che sia stata una lettura piacevole.
      Il lapsus tra Ferrante e Morante non è poi a caso: vari critici hanno paragonato Ferrante a Elsa Morante. E se non erro, in più d’una occasione Elena Ferrante ha espresso apprezzamenti nei suoi riguardi.

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