Salone del Libro 2016: il nostro reportage

Per tutti coloro che amano leggere, scoprire e stupirsi, il Salone del Libro di Torino è un meraviglioso non luogo in cui perdersi una volta l’anno per poi ritrovarsi in un batter d’occhio sommersi da un mare di pagine fresche di stampa.

Tra i numerosissimi stand si passa con disinvoltura dall’incontrare autori del calibro di Amitav Gosh e Luciano Canfora all’attendere trepidanti nei pressi dei bagni fumettisti e tormentoni del web come Sio; nelle vicinanze delle sale in cui si tengono le conferenze è possibile avvistare gli eminenti relatori che si preparano ai loro interventi mentre comitive di ragazzi e scolaresche consumano un frettoloso pranzo seduti per terra. Non c’è contraddizione in questo, solo un’eclettica aria di festa che quest’anno non ha certo spirato con meno forza del solito.

Il Salone ha confermato nell’edizione 2016 che la lettura e la cultura sono alla portata di tutti: bambini – per i quali una fitta lista di laboratori è stata predisposta nel coloratissimo Bookstock Village – , lettori accaniti, lettori occasionali, amanti dei fumetti, illustratori, studenti, persone anziane, scienziati – tra gli ospiti famosi nel mondo della divulgazione scientifica spiccano i nomi di Piergiorgio Odifreddi e Carlo Rovelli – e cuochi, visti i numerosi incontri dedicati alla cucina con tanto di degustazioni gratuite.

Persino l’odore del Salone è festoso e invitante: un misto di cioccolato sgranocchiato in fretta tra un incontro e l’altro, pagine nuove, giacche appena ritirate dalla lavanderia, pioggia torinese. L’unica cosa che si rimpiange ogni anno è il non poter essere in più luoghi contemporaneamente per approfittare di tutte le occasioni, gli spunti di riflessione, gli stand pieni di libri introvabili: purtroppo però si è costretti a fare delle scelte, e anche noi abbiamo dovuto. Siamo stati al Salone del Libro venerdì 13 e sabato 14 maggio, date ricche e affollate di conferenze e presentazioni. Ne abbiamo selezionate tra tutte tre da seguire, di cui proveremo di seguito a dare un breve resoconto.

In occasione dei 500 anni dalla prima pubblicazione dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, edita il 22 aprile 1516, non poteva certo mancare un evento dedicato a quest’opera, e così è stato: alle 14 di venerdì 13 maggio si è tenuta in Sala Blu la presentazione del volume edito da Treccani L’Orlando furioso nello specchio delle immagini, la cui redazione è stata coordinata da Lina Bolzoni, relatrice dell’incontro.

La Bolzoni ha aperto la conferenza con una domanda: Come vive un classico attraverso il tempo? Attraverso la possibilità che i lettori hanno di leggerlo e a proprio modo riconoscersi in alcune sue parti: un classico è vivo se ispira altre opere, e in particolare l’Orlando furioso ha vissuto attraverso le rappresentazioni figurative che lo hanno accompagnato attraverso i secoli.

Attualmente siamo abituati a vedere le immagini nelle vesti di film, fumetti e programmi televisivi come una minaccia per la parola scritta: Lina Bolzoni ha invece sottolineato come in un libro illustrato le illustrazioni facciano più che da supporto al testo, fornendone una chiave di lettura e una personale interpretazione. Ne è un esempio l’edizione illustrata del Furioso del 1542 (edizione Giolito), pubblicata in piena Controriforma, nella quale si esaltano le parti del poema che trattano di scontri epici e duelli e si trascurano invece tutte le parti che parlano d’amore e di magia.

Jean_Auguste_Dominique_Ingres_-_Roger_Delivering_Angelica
Ruggiero che salva Angelica, Jean-Auguste-Dominique Ingres

È seguita una rapida carrellata delle edizioni illustrate dell’opera che si sono susseguite attraverso i secoli, dall’edizione Zappino del 1530 alle illustrazioni di Grazia Nidasio dell’Orlando furioso raccontato da Italo Calvino (2009).

La molteplicità delle forme espressive usate per rappresentare il furioso è stata notevole: tra incisioni (persino su scatole di fiammiferi), maioliche, affreschi, dipinti e fumetti, è enorme la quantità di artisti, da Ingres a De Chirico a Crepax, che nel corso della propria vita non ha potuto evitare di sentirsi attratto dal fascino di quest’opera senza tempo.

 

Tra i vari appuntamenti a cavallo tra scienza e letteratura spiccava invece l’altisonante presentazione dell’incontro Visioni: Verso l’infinito e… oltre , nella quale si prometteva un viaggio tra Omero, Dante e Borges per valicare i supposti limiti della nostra mente. Promessa non del tutto mantenuta: l’incontro, presentazione del libro L’infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges, di Marco Malvaldi, si è tenuto nell’Arena Bookstock, e probabilmente il luogo informale ha incoraggiato nel relatore, che era Malvaldi stesso, un tono sensazionale e superficiale che si è protratto per tutta la conferenza.

L’idea che sia per fare scienza che per fare letteratura sia necessario avere la capacità di immaginare cose che non esistono è encomiabile e la carrellata di aneddoti citata da Malvaldi è stata piacevole: da una curiosa presa di posizione dell’ufficio brevetti olandese riguardo una storia di Paperino ai legami dei chimici che hanno avanzato per primi la teoria degli atomi con la filosofia di Lucrezio e Democrito, fino ai passi che hanno portato alla messa a punto della trasformata di Fourier.

malvaldi_libroEppure l’insieme è apparso scollegato e poco coeso: Malvaldi è passato senza soluzione di continuità dalla lettura di un passo di Omero ad una discussione riguardo Lucrezio quasi come se non ci fosse una certa distinzione tra letteratura  e filosofia e come se l’Odissea e il De rerum Natura fossero stati scritti con lo stesso scopo; ha favoleggiato di legami immaginifici tra Dante e la fisica teorica e ha poi svelato che tali legami consistono nell’analogia tra metafore ed equazioni (strumenti di base dell’algebra, senza bisogno di scomodare la fisica teorica).

L’insieme è risultato zoppicante e forzato, seppur intercalato da momenti interessanti.

 

Non è mancata l’attenzione per l’attualità e per i temi scottanti della politica mondiale: ne è un esempio la presentazione del saggio Violenza e Islam del poeta siriano Adonis, edito da Guanda e presentato alle 16.30 di sabato 14 maggio in Sala Azzurra.

adonisAscoltare un pensatore arabo che parla dei problemi che affliggono la propria cultura non è un’occasione da poco, e Adonis si è dimostrato del tutto all’altezza della situazione. La sua analisi è partita dalle diverse chiavi di lettura del Corano: a quelle dogmatiche wahhabita e sciita, Adonis affianca la lettura mistica che viene al giorno d’oggi sempre meno riconosciuta. Se nelle letture classiche del Corano nel testo sacro risiede la risposta ad ogni possibile domanda e di conseguenza qualsiasi individuo Altro che lo metta in discussione è una minaccia e un pericolo, la lettura mistica del Corano vede l’altro come un individuo e una risorse e porta il fedele ad aprirsi alla vita e alla ricerca.

È proprio a causa delle letture dogmatiche del Corano imposte dalla corrente visione dell’Islam come pilastro fondante della vita non solo religiosa ma anche civica di ogni fedele che è così difficile trovare un praticante musulmano che sia anche un pensatore o un artista.

Nella sua trattazione, Adonis ha fatto sempre una netta distinzione tra l’Islam come istituzione e il musulmano come individuo, con un’attenzione particolare per la situazione femminile e per le dinamiche attuali del problema.

 

Accanto agli incontri che siamo riusciti a seguire spiccano molto più numerosi, purtroppo, i titoli di quelli a cui non abbiamo potuto partecipare: a partire dalla presentazione del nuovo romanzo di Muriel Barbery, Vita degli Elfi, fino alla lettura delle più belle poesie di Guido Gozzano da parte di Isabella Ragonese, passando per la presentazione di Un cigno selvatico, ultima pubblicazione di Michael Cunningham.

Eppure, non è un rimpianto troppo forte: c’è già la febbrile attesa per il Salone dell’anno prossimo, per i libri da comprare, per gli autografi da farsi fare, per le emozioni da scoprire tra un foglio di carta e un discorso stimolante.

Annunci

3 thoughts on “Salone del Libro 2016: il nostro reportage

    1. Da Canfora no, purtroppo era quasi in contemporanea con Adonis >< Abbiamo preso "L'iguana" di Anna Maria Ortese, "Il paese delle cuccagna" di Matilde Serao, "Giugno" di Gerbrand Bakker e "Gli asiatici" di Frederic Prokosch. Tu cosa hai visto e comprato? 🙂

      Mi piace

      1. Io ho visto Canfora, Gramellini e Floris, Faraci e Sio, Leiris e sempre l’abbecedario! Ho comprato Il paradiso degli animali di Poissant, Il professore della Bronte, Olive Kitteridge della Strout, La donna in bianco di Wilikie Collis e taanti fumetti!

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...