Il ritmo setoso della vita in 13 racconti

“Un paio di calze di seta”, di Kate Chopin

Ci sono raccolte di racconti in cui le parole sembrano susseguirsi in una battaglia inesorabile all’ultima riga: in un gioco perfetto e sempre sensazionale di rimandi interni e struggenti dettagli, inducono il lettore a procedere pagina dopo pagina con voracità come solo i migliori romanzi sanno fare.

Non è il caso dei racconti di Kate Chopin (1804-1850): dubito che avrei terminato la raccolta Un paio di calze di seta nel poco tempo che mi è occorso se non fosse stato l’unico libro che avevo a disposizione nel corso di un’andata e un ritorno in aereo. Lo stile dell’autrice, assolato, soffice e vago quasi al punto di farci chiedere: Sì, ma allora? silkstockings paperback alla fine di ogni racconto, lascia il suo segno più profondo solo una volta che si è chiusa l’ultima pagina, lasciando il lettore proprio con la stessa sensazione di un paio di calze di sottilissima seta che scorrono sottilmente sulla sua anima.

 

Le protagoniste dei racconti sono invariabilmente donne, soprattutto donne di mezza età o anziane volitive e pronte a ritagliarsi un posto in un mondo restio a concederne loro quale poteva essere il sud degli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento.

Nel racconto che da il titolo alla raccolta, una madre di famiglia pronta a far spese per i suoi figli si imbatte in un delizioso e irresistibile paio di calze di seta e non riesce a resistere alla tentazione di ritagliarsi uno spazio per se stessa con il denaro destinato alla famiglia. Come non riconoscere nel personaggio della vedova Mrs Sommers Kate Chopin stessa, rimasta vedova del marito Oscar dopo dodici anni di matrimonio con sei figli piccoli a carico e una enorme quantità di debiti da saldare?

L’identificazione tra personaggio e autrice risulta ancora più forte nel racconto Una sigaretta egiziana, in cui emerge l’approccio da pari a pari che Kate Chopin ebbe con gli uomini nel corso della sua vita; mentre il suo amore per la musica è evidente in Più sapiente di un Dio, in cui la protagonista, una talentuosa pianista decisa a perseguire la strada del successo ad ogni costo, rifiuta di sposare il giovane di cui pure è innamorata perché il matrimonio non rientra tra i suoi progetti di vita.

Le atmosfere afose e desolate tipiche del sud degli Stati Uniti risultano particolarmente evidenti in In Sabine, storia di una ragazza vittima dei soprusi del marito brutale in una tenuta sperduta nel cuore degli Stati Uniti del Sud. Indimenticabile, infine, è il delicato personaggio di Mamzelle Fleurette, protagonista di Un’anima sentimentale, la cui triste storia d’amore a senso unico sfocia in un insperato lieto fine che è un riscatto e un’emancipazione.

katechopinLeggere questi racconti è stato come passeggiare in una casa abbandonata cento anni fa in cui tutto è rimasto com’era. Ogni piccolo e quieto ritratto ne è una stanza polverosa; leggendolo si scostano i panni dai mobili e si aprono le finestre. Non bisogna aspettarsi fantasmi che sbucano dagli stipiti o passaggi segreti che mettono in comunicazione cucina e biblioteca: tutto è tranquillo, placido e quasi prevedibile, eppure è un luogo dell’anima, un posto dove lasciare qualcosa di sé e prendere qualcos’altro da portare via.

L’impressione che si ha di Kate Chopin da questa raccolta è quella di una donna lucida e attenta che vede al di là delle tende delle case della gente, ne coglie le ambizioni, le frustrazioni, le gioie e riesce a replicarle su carta con la calma e la lentezza spiazzante di una descrizione in cui ognuno di noi può riconoscersi.

Una lettura consigliata per un i giorni di pioggia, possibilmente da svolgersi con vista su un giardino.

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