La ragazza dallo scialle rosso – Linn Ullmann

la-ragazza-dallo-scialle-rosso_copertinaSe si volesse riassumere in una sola frase La ragazza dallo scialle rosso, quinto romanzo della norvegese Linn Ullmann, bisognerebbe semplicemente dire che è la storia di una famiglia infelice.

Per citare Tolstoj, tutte le famiglie felici si somigliano, ma ogni famiglia infelice è infelice a modo
suo
, e Linn Ullmann dipinge con grande maestria la particolare malinconia che affligge i protagonisti di questa storia.

Siamo a Mailund, amena località costiera norvegese, nell’estate del 2008: l’anziana Jenny Brodal, estrosa libraia in pensione, si prepara senza entusiasmo a festeggiare il suo settantacinquesimo compleanno con una festa in grande stile organizzata dalla figlia Siri, sua ospite per le vacanze estive insieme al marito Jon, alle figlie Alma e Liv e alla baby sitter Mille. È la scomparsa di Mille, la ragazza dallo scialle rosso del titolo, a segnare le tappe della storia: il romanzo si snoda tra flashback e cambi di punti di vista, sonda le abitudini della famiglia di Siri e Jon ed esplora il passato di Mille come alla ricerca della soluzione di un mistero.

A primo impatto potrebbe sembrare che il mistero da risolvere, il fine ultimo della narrazione sia trovare l’assassino della giovanissima Mille, indagare le cause che l’hanno spinta ad allontanarsi dalla festa di compleanno di Jenny e rendere giustizia alla sua memoria; in realtà Mille non è che un pretesto per raccontare la vera storia, quella del lento sgretolarsi delle vite di Siri, di Jon e dei loro cari. In più punti della lettura ho addirittura pensato che se Mille fosse stata del tutto assente dal romanzo questo non avrebbe perso la sua forza né il suo interesse: il vero nucleo della storia è il rapporto tra Siri e Jon, complesso, sfaccettato e profondamente realistico.

Siri è una cuoca, una donna pratica, pronta a gestire tutte le necessità della famiglia con piglio deciso e senza aspettarsi nulla in cambio. Burbera, sempre arrabbiata, tesa e sul punto di urlare o rimproverare qualcuno, bambina desiderosa di affetto nei ricordi insieme a Jenny e perseguitata dalla morte del fratellino avvenuta quando entrambi erano bambini, Linn Ullmann dipinge Siri in ogni sua sfaccettatura e la pone di fronte al lettore, splendidamente umana.

La sua perfetta antitesi è Jon, suo marito, scrittore in crisi di ispirazione che passa le sue giornate a parlare con il cane, fissare lo schermo del computer senza scriver nulla e tradire Siri in maniera ossessivo compulsiva. Jon è incapace di gestire le piccolezze della vita: rifiuta di trovare un lavoro che aiuti la famiglia a mantenersi in attesa dei proventi del suo libro, non riesce a troncare le relazioni con le sue numerosi amanti né a dare un consiglio costruttivo per i problemi familiari che non sia un comico bisogna stare tranquilli e riflettere. Cosa ha distrutto il rapporto di Siri e Jon? La scoperta da parte di Siri di una delle lettere d’amore di Jon ad un’altra donna? La crisi creativa di Jon? L’adolescenza problematica di Alma, ragazzina cupa e inquieta che dorme con i genitori e taglia i capelli a un’insegnante per pura cattiveria?

Linn Ullmann non fornisce una risposta chiara e netta ma ci guida nel mare dei ricordi Jon, ci mostra i tempi in cui aiutava Siri a superare i suoi incubi raccontandole una storia e ci invita a confrontarli con il loro presente, le loro serata passate a scambiarsi fotografie da una camera da letto all’altra, incapaci di stare insieme e di stare separati, dolorosamente uniti.

Ho scritto che Linn Ullmann descrive la natura umana in maniera profondamente realistica: in realtà, questa impressione si accompagna alla sensazione che tutto nel romanzo sia esagerato; a partire dalla fine repentina e brutale di Mille fino ai tradimenti esponenziali di Jon, passando per la violenza di Alma. Eppure, esagera senza mai abbandonare toni lievi e pacati: ogni capitolo è visto dal punto di vista di un personaggio diverso e aggiunge un minuscolo tassello al ritratto complessivo, come una piccola onda che si infrange sulla battigia di una delle spiagge in cui Siri e gli altri fanno il bagno.

Lo stile dell’autrice è lineare ma non manca di descrizioni accurate della natura norvegese; non mancano altresì riferimenti letterari e momenti di delicata ironia: ricordo fra tutti il commento alla rabbia di Siri nello scoprire che Jon dedica ad altre donne le parole d’amore che credeva riservate a lei sola – dopo tutto, può uno scrittore in crisi per il suo nuovo romanzo sprecare la sua creatività per inventare un complimento adatto ad ogni donna che frequenta?

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Linn Ullmann

Avevo iniziato a leggere La ragazza dallo scialle rosso pensando di trovarmi di fronte ad un thriller, invece ho trovato qualcosa di ancor più sottilmente inquietante: il dramma quotidiano di una famiglia che va lentamente in rovina. Ne consiglio la lettura e sicuramente terrò d’occhio l’autrice.

 

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