Svelati i retroscena del Nobel alla letteratura del 1966. Sappiamo finalmente cosa accadde.

Curiosità, colpi di scena, nomi noti e molti italiani.
Chi stava per vincere il Nobel del 1966.

Desegretata in questi giorni la lista delle candidature al Nobel per l’anno 1966. Ricordiamo infatti che devono passare cinquant’anni per poter conoscere le candidature. Il segreto è stato tolto e ora possiamo sapere tutto ciò che è accaduto quell’anno.

Vi avevamo già parlato in un lungo dossier dei tanti italiani che erano stati candidati dal 1901 al 1965. Scopriamo ora, dai nomi proposti per il 1966, che alla lista si aggiungono nomi nuovi. Furono infatti ben 5 gli autori italiani proposti quell’anno (e solo uno di loro avrebbe poi effettivamente vinto). La vittoria sarebbe poi andata al poeta israeliano Yosef Agnon e alla poetessa tedesca-svedese Nelly Sachs. Ma procediamo con ordine esaminando interamente le candidature, tra nomi noti, futuri vincitori e sorprese. Ecco tutto quanto c’è da sapere

1.GLI ITALIANI

Ben due nomine ricevette Alberto Moravia, che nel 1966, sommando le nomine ricevute negli anni precedenti, raggiunse le 15 totali, una bella somma per un uno che mai lo vincerà. A fare il suo nome furono due italiani: il critico letterario Uberto Limentani e la scrittrice Maria Bellonci, fondatrice del Premio Strega e vincitrice lei stessa del premio nel 1986, anno della sua scomparsa. Ma Moravia non godeva in realtà di prestigio a Stoccolma, anzi…

nobel
Montale alla cerimonia per il conferimento del Nobel

Secondo italiano proposto quell’anno fu Eugenio Montale, appena alla sua terza nomina (
nel 1955 a nominarlo fu nientemeno che il poeta T. S. Eliot). L’avrebbe vinto nove anni più tardi, nel 1975. A nominarlo nel ’66 di nuovo Uberto Limentani.

 

Maria Bellonci espresse anche lei una seconda nomina quell’anno: lo scrittore candidato fu Carlo Levi, che fino ad allora era stato nominato già una volta, nel 1957, da Mario Praz.

Spunta per la prima volta nel 1966, e si aggiunge al novero degli italiani candidati, anche Carlo Emilio Gadda. A nominarlo il professore italo-americano Mario Andrew Pei.

A sorpresa, ma mica tanto, compare per il quinto anno consecutivo il nome del filosofo Pietro Ubaldi, ancora una volta proposto dai brasiliani della Academia Santista de Letras

2.I FUTURI NOBEL

Ovviamente Montale non fu l’unico candidato del 1966 che dovette attendere ancora qualche anno prima di venir finalmente insignito del prestigioso Premio. Tanti anzi sono i nomi di futuri Nobel che furono nominati quell’anno. Ben 4 le nomine a favore dell’irlandese, naturalizzato francese, Samuel Beckett. Il grande drammaturgo, autore del famoso Aspettando Godot ed emblema del teatro dell’assurdo, avrebbe vinto il Premio tre anni dopo, nel 1969.
Dovette aspettare solo un anno invece Miguel Angel Asturias, poeta guatemalteco vincitore poi nel ’67. L’anno successivo sarebbe risultato vincitore lo scrittore giapponese Kawabata, anche lui nominato nel ’66.

Pioggia di nomine anche per Neruda, che nel ’66 raggiunse le 14 totali. Il poeta cileno sarebbe stato insignito del Nobel nel 1971. Nel ’72 gli sarebbe seguito lo scrittore tedesco Heinrich Böll, undici volte nominato dal 1960 al 1966.

Tra costoro figura inoltre il poco celebre Harry Martinson, scrittore svedese e membro dell’Accademia che decretava i vincitori. Nominato nel 1966, era a sua volta tra i promotori dei candidati. Quell’anno la sua proposta fu a favore di Johan Borgen, scrittore norvegese. Martinson avrebbe ricevuto il Nobel nel ’74 insieme al connazionale Eyvind Johnson, anche lui tra i membri della giuria. Infatti la loro vincita quell’anno fu molto discussa per ovvi motivi, ricordando un po’ quello che anni prima era accaduto quando a vincere fu Par Lagerkvist (svedese, 1951) e ancor prima a Karlfeldt (svedese, 1931), l’unico a vincere il Nobel post portem, entrambi membri della commissione. Curioso è che Karlfeldt rifiutò il Nobel già nel 1918 per correttezza proprio perché membro dell’Accademia – quell’anno non risultò nessun vincitore

Nobel Winners
H. Martinson (sinistra) e E. Johnson con al centro il Nobel 1970 A. Solzenicyn 

Chi invece avrebbe dovuto attendere molto è l’allora ‘giovane’ 39enne Gunter Grass. Il romanziere tedesco vincerà il Nobel solo nel 1999, eppure il suo capolavoro era già stato scritto quarant’anni prima: il celebre Il tamburo di latta fu pubblicato quando l’autore aveva appena 32 anni, età a dir poco precoce per scrivere uno dei romanzi più importanti della letteratura del ‘900 e fondamentale per la vittoria del Nobel da parte di Grass. Fu il suo primo romanzo.

3.I GRANDI NOMI CHE MAI AVREBBERO VINTO

 

Vladimir Nabokov
V. Nabokov

Nel calderone dei grandi nomi figurano però scrittori eccellenti che mai però sarebbero stati insigniti del Premio. Nabokov e Borges su tutti. La loro mancata vincita continua ad essere discussa tutt’oggi. Altri celebri nomi sono quelli di André Malraux – l’autore de La condizione umana nel ’66 contava già un esorbitante numero di candidature, ben 45 – e dello statunitense Ezra Pound.
Altri celebri candidati quell’anno furono: il poeta rumeno Paul Celan, gli scrittori britannici Lawrence Durrell e Graham Green (alla ventesima candidatura), lo scrittore svizzero-tedesco Max Frisch (alla sua undicesima candidatura), il saggista e scrittore Robert Graves (già candidato due volte dal suddetto Martinson), il polacco Witold Gombrowicz (il maestro tra gli altri di Milan Kundera) e il romanziere finlandese Mika Waltari, solo per citarne alcuni.

 

Per il resoconto completo dal 1901 vi invitiamo a leggere questo articolo:
Negli archivi del Nobel


In copertina: Agnon alla premiazione del Nobel a Stoccolma

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