I Pinguini Tattici Nucleari e le (improbabili) strategie della tenzone

In queste calde, fredde, troppo fredde, troppo calde, fastidiosissime giornate di primavera, la gente inizia a sentire il bisogno di avere un partner. Fabrizio, manco a dirlo, non è certamente esente da questo sentimento così romantico. Cerca ormai da mesi di cuccare, in qualsiasi modo. Le prova tutte, ma forse è proprio questo che lo svantaggia di fronte alle fanciulle del gentil sesso. La verità è che Fabrizio proprio non sa approcciare, niente da fare. Ha una sorta di repulsione per i modi classici di abbordare: non esiste andare vicino a una ragazza, dire “Ciao, io sono Fabrizio” e da lì iniziare una conversazione. Che banalità! Quanta semplicità, troppa semplicità. Sono anni che Fabrizio si arrovella in pianificazioni improbabili e strategie opinabili, sempre con lo stesso fine. Ma si sa che le ragazze amano le cose semplici, ma anche un po’ complicate, e forse anche semplici nella loro complessità lineare. È chiarissimo, no?

Sta di fatto che, una mattina primaverile come tante, Fabrizio e Camilla vanno al bar insieme a prendere un caffè. È sempre nei momenti meno attesi che si manifestano le rivelazioni più alte, questo si sa. Infatti, chiacchierando, Camilla avanza un’ipotesi: “Dovresti ascoltare i Pinguini Tattici Nucleari, ti piacerebbero!”, però Fabrizio non coglie subito: “E che cos’è? Un nome in codice? Si fuma? Si mangia? Dimmi che è una cosa che si mangia, tengo una fame bestiale”. Camilla è stremata, come al solito, di fronte a tanta stupidità: “Ma che nome in codice. Pinguini Tattici Nucleari, una band italiana. Senti e statti zitto, dai”, così gli porge le cuffiette e avvia il loro ultimo album: Gioventù Brucata. Fabrizio inizia ad ascoltare e la sua espressione muta di brano in brano: attento, poi contento, infine euforico. È talmente emozionato che divora in poco tempo tutta la discografia della band. L’intenzione iniziale di Camilla era solo di dare un consiglio all’amico, ma Fabrizio ha tutti altri piani: quelle canzoni gli hanno dato l’ispirazione per nuove e mirabolanti tecniche di abbordaggio. Inizia così una periodo di nuove strategie della tenzone.

Fabrizio ha metodo, questo va detto: per (quasi) ogni canzone riesce a ricavare una nuova tecnica di approccio al gentil sesso. Andiamo a cominciare, signore e signori.

Sciare: visto e considerato che il titolo è enunciativo, non servono molte spiegazioni per spiegare perché Fabrizio si sia convinto di avere un’improvvisa voglia di sciare. Compra quindi un giubbotto pesante, scarponi e altra roba improponibile. Tutto preparato allora chiama Angelo: “Andiamo a sciare, impariamo ‘na cosa nuova, non facciamo mai niente!”. Ma l’entusiasmo è presto spento; Angelo stronca sul nascere ogni sogno di gloria: “Ma dove vuoi andare, ché viviamo a Napoli?”. Fabrizio allora si rende conto che uscire col sole cocente in tuta da sci e scarponi non lo avrebbe aiutato a conquistare qualche bella partenopea, ma a perdere dieci chili sì.

L’uomo che inventò il fuoco: visto e considerato che l’idea di andare a sciare mancava del materiale primario, la neve, per essere attuata, Fabrizio allora prova a mettersi fuori ad una discoteca con un accendino in mano, come dice la canzone: “Ad aspettare qualche bella australopiteca”, ovviamente perdendo di vista il contesto cronologico del brano. Così sta fuori alla discoteca una serata sana, ad aspettare che qualcuna gli chieda di accendere. È quasi andato in ipotermia quando una ragazza con la sigaretta si fa avanti. Neanche il tempo di accendere la sigaretta, subito Fabrizio si pronuncia: “Sei davvero l’australopiteca che stavo aspettando”. La ragazza è visibilmente disorientata ma, nel dubbio, gli rifila un calcio negli stinchi e se ne va, con la sigaretta accesa e l’accendino. Fabrizio ha solo il dubbio esistenziale: “Che cosa avrò mai sbagliato questa volta?”

Gigi cinque ottavi: Se non ha funzionato andare a sciare, non ha funzionato neanche la tecnica dell’accendino, allora forse funzionerà cercare una singola ragazza, quella adatta, quella giusta. “Io sono diverso, io sono particolare, ho bisogno anche io di una Antonia Sette Sedicesimi” annuncia il nostro amico al bar con Marina e Angelo, e nel frattempo ordina anche tre quinti di caffè macchiato, in vetro e senza zucchero: il barista li caccia tutti dal locale, comprensibilmente. Proprio lì fuori una ragazza bellissima gli passa di fianco: i capelli lunghi e neri, liscissimi come la pelle pallida e perfetta. Fabrizio è innamorato. Non si trattiene, come sempre, e la rincorre per presentarsi. “Sono Fabrizio, sei bellissima”, emozionatissimo aspetta che la fanciulla si presenti. “Grazie, piacere! Io mi chiamo Maria Rossi”. Fabrizio butta le braccia all’aria, sconfitto, e abbandona l’unica ragazza che gli aveva dato corda. “Ma che cazzo fai?”, chiede Angelo spazientito dalla stupidità dell’amico. “Ma posso mai stare con una Maria Rossi qualunque? La mia strategia è un’altra, lascia fare. I Pinguini capirebbero”. Fabrizio sta impazzendo, è evidente.

Ninnananna per genitori disattenti: Fabrizio ormai è quasi sconfitto, sta per arrendersi ma vuole fare un’ultima prova: puntare sulla simpatia e l’ironia. Sceglie quindi di uscire con una ragazza e prepararsi una serie di battute irriverenti e sagaci, così da avere l’abbordaggio assicurato. Il pomeriggio è in casa inizia ad ascoltare la Ninnananna, appuntandosi tutte le frasi divertenti e ad effetto. Non si accorge però che il nipotino di cinque anni è in ascolto in casa, mentre sua sorella (madre del bimbo malcapitato) è in cucina a preparare il caffè. Insomma, l’unica cosa di divertente e sagace che ricava Fabrizio dalla serata non è certo una conquista amorosa, ma un bambino di cinque anni che gira per la casa urlando “FIGA, VULGA, VAGINA, ORIFIZIO!”, con una bellissima “s” moscia e una mamma disperata e incazzata. Sono piccoli traguardi, pensa Fabrizio: ha appena creato un nuovo e piccolissimo Pinguino Tattico Nucleare.

Dopo un periodo di tale magra, amorosa ed esistenziale, Fabrizio è in crisi: non sa più cosa fare, pensa tutte le notti alle donne che avrebbe potuto avere e non ha mai avuto. Fabrizio è un Pinguino che non ce l’ha fatta, diciamolo pure. Ci ha creduto tantissimo, ma ha mancato i bersagli, seppure innumerevoli. L’unica cosa che lo consola è un poster appeso in camera sua: il viso di Elio (tastierista della band, ndr) in primo piano, incorniciato da cuori e stelline. Fabrizio lo guarda languido e pensa: “Se, ipoteticamente, inventassero un modo per fare le stesse cose che fai con una donna ma con un uomo…”.

Gli resta solo tornare al bar dagli amici, ché almeno quelli non danno palo, e continuare ad ascoltare i Pinguini Tattici Nucleari, che hanno sempre le parole adatte: “Avrei voluto nascere armadillo, o in alternativa coccodrillo, lontano dall’amore nell’umana concezione: lontano dalla strategia della tenzone”.

Quando vorrà conquistare una ragazza, pensa il nostro malinconico protagonista, chiamerà loro e si farà scrivere una canzone, che è meglio.

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