Il disagio esistenziale che mi trasmettono le edizioni dei nuovi Oscar Mondadori

Sfogo senza capo né coda di un bibliofilo
nei riguardi di edizioni brutte dai prezzi esageratamente aumentati

Da qualche mese a questa parte, ogni volta che entro in libreria, c’è sempre una cosa che attira la mia attenzione, mi risucchia, mi turba, mi trasmette angoscia, apatia, tristezza,  mi fa precipitare in un coma di disagio esistenziale: le nuove, assurde, inconcepibili edizioni degli Oscar Mondadori!

E diventa un gioco, una sfida eh: si fanno le gare con gli amici, a chi indovina chi ha scorticato il pover uomo sulla copertina di “Suo marito” di Pirandello, o che rappresenta quella… cosa informe e indefinita sulla copertina di Herman Hesse, o perché perché perché quella copertina a Virginia Woolf che neanche ad After io metterei, o quel collage per Thomas Mann, così improbabile e fuori luogo.

Se le trovo brutte? Sinceramente sì, e tanto, ma eviterò di dirlo esplicitamente (se non l’ho già fatto inavvertitamente), non sia mai che qualcuno a Milano mi denunci per vilipendio aziendale.

Ma se il bello e il brutto sono concetti soggettivi e labili, non sarebbe meglio parlare conveniente o sconveniente, opportuno e inopportuno? Allora, perché cambiare delle edizioni così eleganti com’erano sempre state quelle degli Oscar Mondadori, con copertine che da sole potevano convincerti a comprare il libro, con queste? Così troppo sgargianti e pacchiane, dai colori accecanti e formate spesso da collage di foto e disegni (come per la Woolf) che neppure nei lavoretti delle elementari. E avete provato a tenere in mano una di queste nuove edizioni? Fragilissima, carta poco rigida, subito si sgualciscono, si piegano, si arrovellano.

Eppure non è tutto. L’aspetto più assurdo e sconcertante è un altro: che i prezzi siano aumentati sensibilmente, dal 26% fino al 47% del prezzo di copertina, rispetto all’edizione precedente. Ve ne eravate accorti? Dal nostro piccolo campione emerge che in media, i prezzi sono aumentati di 3,63€. Ora un classico Oscar costa quanto se non più un libro appena uscito e in edizione cartonata.

Proviamo a parlare dei due aspetti insieme: il peggioramento dell’edizione e l’aumento spropositato dei prezzi di copertina. Provando infine a capire quale siano il senso e l’obiettivo di tutto questo.

Prendiamo un campione di libri, i più noti del catalogo, e vediamo come siano cambiati l’edizione e il prezzo.

I BUDDENBROOK, da 11,5€ a 16€ = +4,5€ aumento del 39%

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IL BARONE RAMPANTE, da 9,5€ a 14€ = +4,5€ aumento del 47,4%

UNA STANZA TUTTA PER SE’, da 9€ a 12€ = +3€ aumento del 33,3%

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1984, da 11€ a 14€ = +3€ aumento del 27,7%

SE UNA NOTTE D’INVERNO UN VIAGGIATORE, da 11€ a 14€ =  +3€ aumento del 27,7%

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SULLA STRADA, da 11€ a 14€ = +3€ aumento del 27,3%

OSSI DI SEPPIA, da 9,5€ a 14€ = +4,5€ aumento del 47,4%

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VINO E PANE, da 9,5€ a 14€ = + 4,5€ aumento del 47,4%

FIESTA, da 9,5€ a 13€ = + 3,5€ aumento del 36.8%

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LA BOUTIQUE DEL MISTERO, da 9,5€ a 12€ = +2,5€ aumento del 26,3%

CENT’ANNI DI SOLITUDINE, da 10€ a 14€ = +4€ aumento del 40%

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PER CHI SUONA LA CAMPANA, da 11€ a 14,5€ = +3,5€ aumento del 31,8%

But the winner is

ANTOLOGIA DI SPOON RIVER, da 10€ a 16€ = +6€ aumento del 60%

Perché rinunciare all’eleganza per il kitsch e farci pagare molto di più queste edizioni? Seppure non si tratti di semplice bello e brutto, si tratta forse più di buon senso e buon gusto. Due sono le spiegazioni: cambiare edizioni per giustificare o camuffare l’aumento spropositato del prezzo, da una parte. Dall’altra peggiorare l’edizione adottando un simile stile forse nella speranza che così si rendesse allettante un classico. Ci sono riusciti? A voi la sentenza. Ma soprattutto un classico ha bisogno di questi mezzo e strumenti per essere incentivato alla lettura? Può davvero bastare rendere ‘pop’ (?) le copertine per risollevare il mercato librario? O davvero un cambio di look può far credere che i lettori siano disposti a spendere così tanto per libri a cui spesso non c’è neppure più un corrispettivo di diritto d’autore da versare?

E seppure, ammesso e non concesso, l’edizione sia più allettante, basta per motivare un simile aumento di prezzo? Credo che sia stata una scelta suicida, se pensiamo che spesso gli stessi libri si trovano in edizioni BUR, Feltrinelli, Einaudi a prezzi molto più vantaggiosi (e con edizioni non proprio così brutte).

Concludo senza una vera conclusione questo delirio senza capo né coda, ovvero con un’ultima comparazione. Il caso emblematico di FONTAMARA! Se Shakespeare scriveva “Il mio regno per un cavallo”, i nuovi grafici Mondadori avranno pensato: Un Guttuso per un sacco di iuta! PER UN SACCO DI IUTA!”

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6 thoughts on “Il disagio esistenziale che mi trasmettono le edizioni dei nuovi Oscar Mondadori

  1. Ancora non mi riprendo dalla visione di quella brutta copertina che hanno messo al libro di Virginia Woolf. Ci son rimasta male. Onestamente non sono una di quelle che compra il libro per la copertina o che ci tiene a collezionare volumi di una stessa collana o casa editrice Però ammetto di aver trovato brutta questa scelta editoriale e di aver storto il naso di fronte al prezzo elevato dei singoli libri. Sicuramente sono copertine molto colorate o strambe che forse attireranno l’attenzione di più lettori… Io ad esempio mi son incuriosita vedendoli tra gli scaffali perché era qualcosa di nuovo che non avevo mai visto. Magari funziona davvero come idea marketing, chissà, come il luccichio attira le gazze ladre😅

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    1. Purtroppo temo anch’io che una simile scelta attiri l’attenzione. Ed è per questo che mi convinco del fatto che sia stato fatto per sviare l’attenzione dall’aumento dei costi. Come hai detto tu, per quanto non disdegno le cose colorate, la quasi totalità delle copertine mi ha fatto restar male. Le posso accettare per un’altra collana ma non per i classici. E poi, vogliamo parlare del perché le copertine di Virginia Woolf siano tutte col rosa predominante? Sono davvero ancora convinti che certi libri vadano bene solo per un pubblico femminile e che la Woolf sia solo per donne? Era davvero necessario aggiungere tutto questo rosa alla bruttezza che già c’era?

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