I misteri del denaro e della borghesia nella Roma di Marco Ferrante

Gin tonic a occhi chiusi, di Marco Ferrante

Tra tutte le cose misteriose, il denaro è una delle più misteriose.

Tra le 350 pagine di Gin tonic a occhi chiusi, il romanzo del giornalista Marco Ferrante candidato al Premio Strega 2017, questa frase mi è apparsa come un riassunto efficace e diretto dell’intero libro.

Il denaro è il protagonista assoluto dell’opera e la sua misteriosa impronta pervade i corpi, le menti e le anime dei personaggi, ne determina i gesti, le abitudini, ogni particolare: senza la loro generosa disponibilità economica sarebbero radicalmente diversi da quelli che sono e ho trovato questa consapevolezza spiazzante e geniale.

gin tonic a occhi chiusi_copertinaL’intreccio ruota attorno alle vicende della famiglia Misiano, un ricco clan altoborghese romano capeggiato dalla matriarca Elsa, e dei personaggi della Roma bene che orbitano intorno ad essa.

Il primo piano è dominato dai tre fratelli Misiano, Gianni, Paolo e Ranieri. Cresciuti in un clima di competizione sportiva e intellettuale alimentato dalla gelida e pragmatica Elsa, una volta adulti ognuno di loro ha intrapreso una carriera legata in maniera diversa all’ambiente benestante e imprenditoriale in cui sono stati educati. Gianni è un commercialista di successo cinico e calcolatore, Paolo è un deputato di destra perennemente insicuro e insoddisfatto e Ranieri, che lavora pur potendosi permettere di vivere di sola rendita grazie ad una ricca eredità, è un giornalista.

Nel clima del post berlusconismo, in cui ci si riferisce a Lui con una buffa reverenziale lettera maiuscola e nei salotti benestanti è considerato alquanto fuori luogo parlare di politica, i fratelli Misiano generano figli, trovano amanti, lasciano le loro mogli, gestiscono scandali, tentano fallimentarmente di prendere posizione e interagiscono con un microcosmo di personaggi secondari.

È proprio l’enorme quantità di personaggi una delle più grandi difficoltà nell’approccio al libro: dopo tutti i nomi sciorinati nelle prime 20 pagine la tentazione di lasciar perdere per la confusione c’è stata. Eppure ho continuato, forse per una sorta di voyeurismo – l’argomento mi riusciva perversamente interessante, un po’ come quei documentari sulle famiglie reali o forse perché lo stile di Ferrante, asciutto, essenziale e preciso, è decisamente piacevole.

Grazie al sapiente uso del lessico e di diversi espedienti letterari quali interviste, articoli di giornale e interventi deus ex machina del narratore Ferrante riesce a ricostruire in maniera convincente l’atmosfera altoborghese, luccicante e sporca sotto la crosta di brillantina dell’Italia che vuole descrivere. In questo aiuta il frequente ricorso all’elenco di abitudini, vestiti, fatti, somme di denaro e pezzi d’arredamento. Lista dopo lista, la sensazione di estenuante pervade il lettore forse allo stesso modo in cui permea i personaggi dell’opera. È interessante ed efficace anche il costante inserimento di brands nei dialoghi e nei pensieri dei i personaggi.

Nonostante l’atmosfera perfettamente ricostruita, tuttavia, avrei qualche difficoltà se mi si chiedesse di cosa mi ha lasciato questo libro a parte un estemporaneo e curioso intrattenimento. La ragione sta principalmente nella caratterizzazione dei personaggi principali. A parte Paolo Misiano, che è stato l’unico tra i protagonisti a suscitarmi una qualche forma di simpatia mista a pena, compassione e velato disprezzo, gli altri protagonisti restano sfuggenti. Si parla in continuazione di loro eppure non se ne dice nulla, o forse se ne dice troppo, con il risultato che non è chiaro chi sono, cosa vogliono, perché fanno quel che fanno. Questo effetto è evidente in misura minore nelle figure di Gianni ed Elsa Misiano ed esplode quando si parla di Ranieri e Anna Rangone, figura femminile principale del romanzo. Ranieri e Anna sono tutto e il contrario di tutto. Di destra e di sinistra, dentro il sistema eppure fuori per guardarlo con disprezzo, una pagina prima appaiono come perfetti idioti e quella dopo si ergono a modelli di saggezza della vicenda intera. Non sono riuscita a dare un’interpretazione che mi abbia soddisfatta di questa fumosità narrativa, specie se la confronto con la precisione con cui sono delineati personaggi secondari quali la moglie e l’amante di Paolo, entrambe inchiodate alla pagina scritta con poche abili pennellate.

Quando si viene ai rapporti tra personaggi la sensazione di smarrimento non scompare. Ancora una volta, l’unica ben sviscerata è quella che riguarda Paolo, eterno insicuro che dalla vita vuole tutto e non vorrebbe prendersi nessuna responsabilità, salvo sentirsi poi sopraffatto dal senso di colpa. Le storie d’amore tra gli altri personaggi iniziano all’improvviso, con un perché sì, dopo pochi dialoghi e sguardi ad effetto, e altrettanto improvvisamente finiscono, e non si riesce a recuperare la fluidità della narrazione nel susseguirsi di questi eventi. Il passaggio che ho trovato più toccante è stato quello in cui Anna Rangone si separa dalla casa della sua infanzia ed è significativo di come nell’universo creato da Ferrante le cose abbiano un valore ben più altro delle persone.

Se le pagine dedicate all’amore hanno suscitato tutta la mia perplessità, quelle in cui si parla di odio, rancore, incapacità di perdonare le offese e ipocrisia sono magistralmente costruite. L’autore scava a fondo nella cattiveria umana fino a rivoltarla e mostrare che non è affatto cattiveria, è solo la natura umana, e questa consapevolezza chiude il romanzo con una beffarda dolcezza, crudele e consolatoria al tempo stesso, proprio nel momento in cui i Misiano stavano per cominciare a diventarmi simpatici.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...