The Lizzie Bennet Diaries, ovvero Orgoglio e Pregiudizio ai giorni nostri

Come avevo già dimostrato in questo articolo, sono una irriducibile fan di Jane Austen e, dopo aver letto praticamente tutto ciò che è scaturito dalla sua penna, dai romanzi compiuti e acclamati a quelli incompiuti passando per una raccolta delle bozze che scriveva da ragazzina, ho iniziato una maratona di adattamenti alla ricerca dello sceneggiato più avvincente tratto dalle opere che tanto avevo amato.

Caso strano, però, non è stato un bel film in costume a far schizzare alle stelle il mio entusiasmo, ma una web series scoperta quasi per caso e la cui genialità e originalità mi ha lasciata senza parole: The Lizzie Bennet Diaries.

La mia prima interazione con questa serie è stata più di quattro anni fa, la settimana scorsa ho poi scoperto che, in occasione dei cinque anni dal primo episodio, era in corso l’upload della intera serie sulla pagina Facebook e non ho resistito: l’ho riguardata, mi sono appassionata ancora una volta, ho scoperto dei contenuti aggiuntivi di cui ignoravo l’esistenza e, insomma, non potevo più aspettare per parlarvene.

Cosa c’è di così innovativo e speciale in questo adattamento di Orgoglio e pregiudizio? Beh, tanto per cominciare, tutto.  In questa web series prodotta dalla Pemberley Digital, Lizzie Bennet è una laureanda in un campo che in Italia definiremmo come Scienze della Comunicazione e con l’aiuto della sua migliore amica Charlotte inizia un video blog in cui parla della sua vita. Gli argomenti spaziano dai problemi con sua madre (non meno ossessionata dal matrimonio delle sue figlie della signora Bennet originale) al rapporto con le sue sorelle (delle cinque sorelle Bennet sopravvivono nell’adattamento, oltre a Lizzie, solo Jane e Lydia) fino a coinvolgere i ben noti ricchi vicini che mettono in moto la vicenda.

La trasposizione ai giorni nostri di un’opera ambientata nell’Ottocento non è di certo un compito facile o banale, gli autori riescono nonostante ciò a modificare la trama in maniera sempre funzionale ed efficace: un piccolo esempio che non costituisce uno spoiler eccessivo se questo articolo vi sta incuriosendo e avete intenzione di guardare la serie (fatelo!) è l’episodio della proposta di matrimonio del signor Collins. Nel libro si tratta di un evento cruciale per comprendere la personalità di Lizzie: all’epoca rifiutare l’agiatezza economica e la vita tranquilla che comportano il matrimonio con un uomo benestante era una vera follia e solo una persona dall’animo sognatore e intraprendete come Lizzie poteva farlo a cuor leggero. Nella serie, il signor Collins è un uomo d’affari che lavora nel campo della comunicazione digitale e ha da offrire a Lizzie non la sua mano, ma un lavoro ben pagato e a tempo indeterminato. Il diniego davanti ad una proposta di questo genere ai nostri tempi rende l’atmosfera molto simile a quella che aleggia nel romanzo quando Lizzie respinge Collins. In altri punti della trasposizione gli sceneggiatori hanno dimostrato di saper fare scelte altrettanto mirate.

Un altro punto di forza dell’adattamento è la caratterizzazione dei personaggi: tutti sono assolutamente perfetti e vederli sullo schermo è stato come trovarmi catapultata in un gruppo di vecchi amici che avevo già conosciuto tra le pagine di un libro, ma che non avevo saputo riconoscere e definire così bene. Lizzie è perfetta: travolgente, autoironica, sarcastica, divertente e tremendamente certa delle sue convinzioni, tiene banco senza alcuna vergogna o difficoltà e la sua presenza basta ad animare la situazione. Raramente, però, Lizzie gira un video interamente da sola: oltre alle incursioni di Charlotte, cameraman, consigliera e occasionale compagna di costume theatre, ci sono quelle di Jane, angelica e dolce, e di Lydia, esuberante e sempre pronta a festeggiare. Nel corso della serie, poi, vari personaggi scoprono dell’esistenza dei video di Lizzie e si infiltrano negli episodi più o meno consapevolmente.

lizzie_together

Se anche non si conoscesse Orgoglio e pregiudizio e non si ritenesse quindi di avere particolari ragioni per vedere questa serie, un ottimo motivo sarebbe il format in cui è presentata. I video del vlog di Lizzie sono estremamente realistici e fra i commenti dei primi upload si legge qualcuno che prende tutta la storia per vera e capisce solo dopo qualche episodio che gli attori seguono un copione. Lizzie parla della sua vita con estrema naturalezza e riesce quindi a creare l’illusione che, ogni volta che dimentica la telecamera accesa, gli spettatori si trovino davanti ad una vera scena di vita privata, sollevando numerosi dubbi su cosa della propria vita è lecito condividere con il web e cosa è meglio tenere privato. Questo tema funge da originale filo conduttore per l’intera serie e consente alcuni sviluppi della trama che movimentano e innovano il plot del romanzo.

In parallelo alla storia principale, inoltre, si sviluppano altri filoni: ad un certo punto della storia Lydia fonda il suo video blog e se inizialmente appare ben più noioso dell’originale (la scarsezza dei mezzi a cui Lydia può accedere è resa molto realisticamente con inquadrature traballanti e montaggio casuale), diventa fondamentale verso la fine della serie per riempire i buchi narrativi della storia di Lizzie. Allo stesso scopo servono i vlog di Maria, sorella di Charlotte, e Gigi Darcy.

L’esperienza dei Lizzie Bennet Diaries non si ferma ai soli video blog: nella prima pubblicazione i video erano caricati a cadenza all’incirca settimanale e, per riempire le pause tra una puntata e l’altra, gli spettatori potevano assistere e inserirsi in vere e proprie conversazioni con i personaggi su Twitter. I profili Twitter dei personaggi sono rimasti attivi per circa un anno dopo la fine della serie.

Non sono una grande fan degli adattamenti audiovisivi. Certo, questo potrebbe stonare con quel che ho detto all’inizio, ma la verità è che quando finisco un libro che mi piace molto tendo a voler lasciare il suo mondo il più tardi possibile e quindi guardo tutti i film e le miniserie che ne sono stati tratti quasi per inerzia, anche se nel 90% dei casi ritengo comunque il libro superiore.

Con i Lizzie Bennet Diaries, invece, ho trovato una serie entusiasmante e innovativa che mi ha catturata sia come rivisitazione sagace e non invasiva di uno dei miei libri preferiti, sia come prodotto originale, e sono abbastanza certa che questo prodotto sia così ben fatto da poter funzionare anche al contrario: chissà quanti degli innumerevoli fan di Lizzie e Darcy non avevano mai dato una chance a Jane Austen prima di vedere questa serie e ora ne sono accaniti fan.

 

Note tecniche:

La serie è stata trasmessa per la prima volta nel 2012/13 e tutti gli episodi sono disponibili su YouTube. Non sono mai stati doppiati in italiano, ma i sottotitoli sono disponibili in diverse lingue e sono molto accurati.

The Lizzie Bennet Diaries è stata la prima webserie di YouTube a vincere un Emmy come Miglior Programma Originale Interattivo.

La Pemberley Digital ha in seguito prodotto anche degli adattamenti di Emma (Emma Approved), Frankenstein e Piccole Donne. Temo che il successo dei Diaries non sia replicabile nella sua interezza, ma darò comunque un’opportunità a queste serie e vi farò sapere.

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