“Il mestiere dello scrittore”? Ce lo racconta Murakami

Il mestiere dello scrittore – Haruki Murakami
(Einaudi)

9788806232146_0_0_1646_80Immaginiamo di volere scrivere un libro e di non sapere proprio da dove partire, perché prendere in mano una penna e riempire un foglio bianco non è mai stato il nostro mestiere e a stento il nostro sogno nel cassetto. Oppure immaginiamo di avere già scritto un libro, con fatica e in molto tempo, e di non sapere proprio se lo abbiamo fatto nel modo giusto, se è valsa la pena, se saremo mai capaci di rifarlo. Oppure ancora, immaginiamo di essere dei lettori appassionati e accaniti, che spesso vorrebbero saperne di più sui retroscena di un romanzo o sull’esperienza diretta di un autore che apprezziamo. Ecco, Haruki Murakami ha risposto a tutte queste domande.

Ne Il mestiere dello scrittore, edito da Einaudi nel febbraio 2017, infatti, lo scrittore giapponese ha deliberatamente aperto le porte della propria intimità e del suo studio personale, per raccontare di sé e da sé cosa significhi essere scrittore, cosa questo comporti e come si faccia a completare davvero la stesura di un romanzo.

È bene chiarire fin da subito, dunque, che in realtà non si tratta né di un vero manuale né di un’autobiografia in senso stretto, quanto piuttosto del tentativo sincero e spontaneo di ripercorrere le tappe dell’esistenza che hanno portato alla nascita di ogni libro, alla volontà di iniziarne un altro, alla tenacia con cui se ne è portato ciascuno al compimento. Non ci si aspetti di trovare ricette da applicare facilmente sulla propria pelle, perciò, e soprattutto si rinunci fin da subito all’idea che dietro questa pubblicazione ci sia la volontà di fare gossip su di sé.

Haruki Murakami, 2002Quello che racconta Il mestiere dello scrittore è, piuttosto, come si passi dall’esperienza scolastica all’esperienza della vita, ciascuna con i suoi limiti e ciascuna con i suoi stimili per riempire qualsiasi pezzo di carta. O come un buon rapporto coniugale possa aiutare in certi momenti di smarrimento creativo, o come perfino certi malfunzionamenti dei computer riescano, alla fine, a spronarci nel dare il meglio di noi, nel non accontentarci delle prime bozze, nel farci pensare e ripensare a una determinata trama.

C’è molto di spirituale, pertanto, da intendersi in senso lato: si riflette sulle dinamiche che portano al blocco e allo sblocco dello scrittore, sui momenti in cui darsi alla scrittura è sano e quelli in cui è deleterio, così come sulle conseguenze che può avere nella quotidianità un mestiere come questo. Dall’altro lato, però, Murakami non dimentica di considerare anche una sfera tutta fisica e concreta di chi fa l’autore di professione: se, infatti, un presupposto fondamentale consiste in una condizione emotiva stabile anche con chi ci circonda, dall’altro lato anche una situazione economica favorevole a lunghi periodi di stallo può fare la differenza. E, naturalmente, altrettanto importante è il rapporto con il proprio corpo, il benessere dell’organismo, l’attenzione che si dedica al sonno e alla veglia, all’alimentazione e all’attività motoria.

Non si tratta di dettami o di rivelazioni straordinarie, quindi. Il più delle volte, anzi, le considerazioni dell’autore sono il risultato di un insegnamento sperimentato sulla propria pelle, e che magari i lettori conoscono già di per sé per altre vie, o che non li riguarda affatto perché la loro visione è molto diversa. Eppure, quel che rende la lettura così piacevole e scorrevole è, di sicuro, l’autenticità con cui vengono messi sul piatto i singoli elementi del puzzle, senza alcuna presunzione o vanteria. È lo scrittore stesso, in questo caso, a interrogarsi e ad interrogare chi lo legge, a farsi uomo in carne ed ossa e a venire fuori dalla finzione letteraria, pur di raccontare quanto possa essere affascinante e complesso l’universo che si cela dietro un testo.

5585f6d8feb062ed41e8badbd8e8b7bf-kskg-u11001054822074xic-1024x57640lastampa-itDi conseguenza, ne risulta un’esperienza senza dubbio arricchente e stimolante, grazie a cui ottenere nuovi spunti di riflessione o osservazioni che partano da un punto di vista diverso dal solito. Ne risulta un dialogo alla pari, in cui i ruoli di discepolo e maestro si sovrappongono e alternano continuamente, e in cui il processo artistico viene visto non come un sentiero lineare e pianeggiante, bensì come un percorso a ostacoli tortuoso e spesso strettissimo, nel quale non sempre ci si riesce a fare spazio e dal quale non è così semplice uscire incolumi e vittoriosi.

Un vademecum che non nega il conflitto e che, al contrario, lo analizza in ogni sua forma, rendendolo uno strumento di aiuto e di riscatto per chiunque sia “innamorato delle parole”. D’altronde, lo sostiene lui in prima persona: “Non ha importanza se pensate di non aver abbastanza materiale per scrivere un romanzo, non rinunciate. Basta che spostiate di poco il vostro punto di vista, che vi ispiriate diversamente e capirete che il materiale è lì, tutto intorno a voi“.

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