“Sarai tu a morire”, afferma il romanzo d’esordio di Terry Passanisi

Sarai tu a morire è il romanzo di esordio di Terry Passanisi, edito dalla rivista digitale Downtobaker nel 2017.

saraituWeb_coverIl lettore può ben intuire l’atmosfera di cui è permeata l’opera fin dal titolo, perentorio e inquietante. Il romanzo è infatti un giallo la cui struttura ricalca quella della classica detective story, con frequenti strizzate d’occhio ai classici del genere: basti pensare che l’investigatore protagonista si chiama Salvatore Olmi, che è dotato di una genialità disturbante e ingestibile, è esperto di chimica, fa uso di droghe e la sua avventura è narrata dal fidato coinquilino e migliore amico, l’ex medico militare Gianni Buozzi.

Questi riferimenti letterari risultano piacevolmente collocati per chi apprezza il genere e la sua storia: protagonisti di Sarai tu a morire non sono semplici ricalcature della vicenda vittoriana ma abitano uno spazio originale e ricco di rielaborazioni.

Il primo tratto distintivo dell’opera è lo scenario in cui il mistero si svolge: Olmi e Buozzi, infatti, vivono a Trieste, città natale dell’autore, che tra le pagine del libro viene minuziosamente descritta e rievocata, di strada in strada e di ristorante in ristorante. Monumenti come il Teatro Rossetti e la chiesa di Sant’Antonio diventano il setting di diverse scene di tensione e per chi ama questa città o addirittura ci vive la lettura del romanzo sarà senz’altro una piacevole fonte di sorprese, dopo le quali forse non guarderà certi luoghi con gli stessi occhi di prima.

Il mistero che Olmi e Buozzi affrontano è costruito in maniera complessa ma coerente e tutti, o quasi, gli indizi disseminati tra le pagine si collocano in un chiaro quadro finale. Nel mezzo, l’autore crea un ambiente in cui usare buona parte dei topos del genere: misteriosi tatuaggi, passaggi segreti, logge massoniche, organizzazioni criminali internazionali, macabri ritrovamenti; tutto concorre a creare un trionfo di suspence e di meta – richiami a opere analoghe che rende l’opera una lettura godibile e avvincente.

La voce narrante di Buozzi fornisce efficacemente un punto di vista arguto sulla situazione ma mai del tutto obiettivo: il lettore ha lo spazio necessario per chiedersi fino a che punto le conclusioni a cui giunge il protagonista siano esatte e quanto stia invece sottovalutando la genialità di Olmi. La conclusione della storia viene, quindi, costruita anche da chi legge, che potrebbe infine esclamare con soddisfazione: lo sapevo!

Non tutti i nodi però vengono al pettine, o, almeno, le ultime pagine creano la sensazione che qualcosa sia rimasto in sospeso e che stia sfuggendo all’attenzione di Olmi, che in questo caso ha sperimentato un forte coinvolgimento emotivo. Forse la sua capacità di giudizio è stata offuscata quel tanto che basta per fargli trascurare qualche indizio e si prepara quindi un necessario seguito della vicenda?

L’AUTORE

Terry Passanisi ha 42 anni; è nato e vive a Trieste. A Londra ha ottenuto il diploma in Arts & Digital Media. In Italia ha conseguito il Master in Fotografia all’Istituto Europeo del Design di Milano (IED), lavorando al Teatro alla Scala, al “Music, Arts & Show – MAS” con artisti quali Silvia Lelli e Roberto Masotti. Scrive e traduce per Downtobaker.com e ha pubblicato nel 2017 il suo primo romanzo Sarai tu a morire.

Cosa rappresenta per te questo romanzo?

L’uscita di questo romanzo rappresenta il sogno di una vita, una passione coltivata fin da piccolo, dalla prima volta in cui mi uscì dalla bocca, leggendo Dracula di Bram Stoker, la frase: ‘Farò lo scrittore’.

Due aggettivi per descriverlo?

Avventuroso e straziante.

Quanto tempo ci hai messo a scriverlo?

La sua stesura e la sua revisione hanno preso in tutto circa due anni e mezzo.

Qual  è il tuo scrittore preferito?

Non posso scegliere un solo scrittore preferito: il primo, anzi i primi, assieme, sono Umberto Eco e Marcel Proust.

(a cura di Loreta Minutilli)

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