“La figlia femmina”, l’esordio letterario del momento

La figlia femmina, di Anna Giurickovic Dato

La figlia femmina è il romanzo d’esordio di Anna Giurickovic Dato, pubblicato da Fazi Editore e candidato al Premio Strega 2017. Dalla lettura della trama sul sito web della casa editrice e di alcune recensioni mi aspettavo una lettura problematica: sapevo che la tematica del libro era quella della violenza e delle molestie a minori e quindi leggere frasi che alludevano alla difficoltà nel determinare la vera vittima della vicenda mi aveva turbata. Come può la bambina non essere la vera vittima in un episodio di violenza su minori? Continua a leggere

Il Profumo dei libri abbandonati e riscoperti

Il profumo, di Patrick Süskind

Certi libri non si lasciano leggere se il loro tempo non è maturo: è quello che è capitato a me con quello che è universalmente considerato un capolavoro della letteratura contemporanea, ossia Il profumo di Patrick Süskind.

Avevo cominciato a leggere questo libro tre o quattro anni fa e lo avevo deposto di nuovo nello scaffale arrivata neanche a pagina trenta. Ancora non mi spiego questa decisione: è molto raro per me abbandonare un libro (al massimo lo metto in lista d’attesa e mi dedico prima ad altre quattro o cinque opere), ma in quel caso l’ho fatto senza pensarci due volte. Continua a leggere

A ciascuno il suo: libri, segnalibri e psicosi da lettore

Il lettore è una creatura estremamente misteriosa. Ogni appartenente alla categoria ha delle peculiarità individuali, certo, ci sono quelli che leggono qualsiasi cosa e quelli che si dedicano esclusivamente ai classici o alle ultime uscite, quelli che leggono ovunque, anche in bagno o al semaforo, e quelli che per leggere hanno bisogno di precise e imprescindibili condizioni ambientali e sonore.

Io appartengo alla categoria dei lettori onnivori, quelli che leggono di tutto e dappertutto e che, soprattutto, leggono fino a cinque o sei libri contemporaneamente e una delle più grandi manie con cui combatto ogni giorno è quella dei segnalibri. Continua a leggere

L’ultimo romanzo della più importante scrittrice turca contemporanea secondo Orhan Pamuk

Tre figlie di Eva, di Elif Shafak

Ci sono libri che si pianifica di leggere da lungo tempo sperando di trovarci dentro qualcosa di nuovo ed esaltante e libri che, semplicemente, ci capitano tra le mani nel momento giusto, pronti a soddisfare la curiosità e il desiderio che ci tormentavano in quel periodo e che non immaginavamo di poter incontrare tra quelle pagine. Tre figlie di Eva, per me, è stato uno di questi libri: ultimamente cercavo letture mediorientali che parlassero di Islam e di immigrazione e a dir la verità ho cominciato questo libro senza intuire che vi avrei trovato proprio questi argomenti. Continua a leggere

Un romanzo nigeriano tra i 100 libri migliori di sempre secondo il Norwegian Book Club

Le cose crollano, di Chinua Achebe

Fin da quando ero bambina leggere per me non è stato solo un modo per passare le-cose-crollano-copertinaspensieratamente un paio d’ore ogni pomeriggio e per immergermi in avventure epocali, ma anche e soprattutto l’unico modo che avevo a disposizione per viaggiare, sentire e conoscere realtà che mai in altro modo avrei potuto sfiorare.

Crescendo, continuando a leggere e catalogando le mie letture mi sono resa conto che ultimamente quei viaggi di cui tanto andavo fiera da bambina diventavano sempre più circoscritti ad alcune specifiche aree del mondo: Europa, Stati Uniti, qualche occasionale puntata in Asia. Non sapevo nulla della letteratura africana, ad esempio, e non perché io la trascurassi, ma perché il mercato dell’editoria in Italia offre davvero poco spazio agli autori che esulano dalla cultura occidentale, a parte qualche best seller del momento. Continua a leggere

“Il pastore d’Islanda”, il romanzo che ispirò Hemingway per “Il vecchio e il mare”

Il pastore d’Islanda, di Gunnar Gunnarsson

Ci sono libri che somigliano ai vestiti: non possono essere letti in ogni periodo dell’anno o in ogni situazione. Il pastore d’Islanda è uno di questi: è difficile cogliere in pieno la magia di questo racconto lungo se non lo si legge in inverno. Questa mia impressione è confermata da Stefanssòn nella postfazione: lo scrittore islandese afferma infatti di aver letto per anni questo libro il giorno della vigilia di Natale. Continua a leggere

Un sogno corale: il romanzo europeo del momento

“Oneiron”, di Laura Linsdstedt

Quando leggo le recensioni e le quarte di copertina dei libri e poi ne affronto in prima persona le pagine, tendo sempre a rimanere delusa.

Insomma, cosa vuol dire che un libro evoca una certa atmosfera? Il verbo evocare stimola una precisa serie di immagini nella mia mente e non è certo detto che tra le pagine del volume io possa ritrovarne di simili; così accade per tutta una sfilza di parole dal suono esotico e dal significato incerto. Continua a leggere