Antigone, la disobbedienza e la disambientazione

Nostra sorella Antigone, di Elena Porciani

Se mi si chiedesse di parlare dei modelli e dei personaggi che hanno formato la mia persona e il mio sistema di valori durante l’adolescenza, non potrei non citare l’Antigone di Sofocle. Il mio primo incontro con quest’eroina è avvenuto a scuola, durante una lezione di letteratura greca, e complice l’entusiasmo dell’insegnante sono stata subito accesa di entusiasmo dalla forza maestosa e pulsante di quest’eroina e ancor più mi ha entusiasmata il fatto che si trattasse di una figura femminile forte e positiva: considerando che l’idolo della mia infanzia è Mulan, è semplicemente naturale che nella mia adolescenza di classicista io abbia deciso di emulare Antigone.

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Salone del Libro di Torino 2017: il nostro reportage

Per il quinto anno di fila siamo stati al Salone del Libro di Torino e per il quinto anno di fila abbiamo fatto code interminabili, pranzato a gambe incrociate sulla moquette, vagato per ore con una borsa pesantissima in spalla e passato interminabili momenti di indecisione davanti a libri super interessanti ma dal prezzo improponibile.

Quando si vive un’esperienza a cadenza annuale il regolare ripetersi delle tappe e dei momenti degli anni precedenti, solo con una storia di vita più lunga alle spalle, ha qualcosa di rassicurante e malinconico insieme. Quest’anno, però, a questa cadenzata dolcezza si è aggiunta una gran quantità di novità che ci hanno dimostrato che certe esperienze sono troppo speciali per smettere mai di stupire.

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Siamo tutti migranti attraverso il tempo

Exit West, di Mohsin Hamid

Da sempre teneva delle carpe in uno stagno muscoso dietro casa, carpe che sua nipote chiamava pesci rossi, e un tempo conosceva per nome quasi tutti nella sua strada, e quasi tutti erano lì da molto tempo, erano gente della vecchia California, famiglie che erano vere famiglie californiane, ma nel corso degli anni i vicini avevano cominciato a cambiare sempre più spesso, e ora lei non conosceva più nessuno, e non vedeva il motivo di sforzarsi, perché la gente comprava e vendeva case allo stesso modo in cui comprava e vendeva azioni, e ogni anno qualcuno se ne andava e qualcun altro arrivava, e ora si stavano aprendo tutte quelle porte da chissà dove, e arrivava ogni sorta di strana gente, gente che sembrava sentirsi più a casa propria di lei, perfino i senzatetto che non parlavano inglese, più a casa propria forse perché erano più giovani, e quando usciva l’anziana signora aveva la sensazione di essere emigrata anche lei, che tutti emigriamo anche se restiamo nella stessa casa per tutta la vita, perché non possiamo evitarlo. Siamo tutti migranti attraverso il tempo.

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I misteri del denaro e della borghesia nella Roma di Marco Ferrante

Gin tonic a occhi chiusi, di Marco Ferrante

Tra tutte le cose misteriose, il denaro è una delle più misteriose.

Tra le 350 pagine di Gin tonic a occhi chiusi, il romanzo del giornalista Marco Ferrante candidato al Premio Strega 2017, questa frase mi è apparsa come un riassunto efficace e diretto dell’intero libro.

Il denaro è il protagonista assoluto dell’opera e la sua misteriosa impronta pervade i corpi, le menti e le anime dei personaggi, ne determina i gesti, le abitudini, ogni particolare: senza la loro generosa disponibilità economica sarebbero radicalmente diversi da quelli che sono e ho trovato questa consapevolezza spiazzante e geniale. Continua a leggere

“La figlia femmina”, l’esordio letterario del momento

La figlia femmina, di Anna Giurickovic Dato

La figlia femmina è il romanzo d’esordio di Anna Giurickovic Dato, pubblicato da Fazi Editore e candidato al Premio Strega 2017. Dalla lettura della trama sul sito web della casa editrice e di alcune recensioni mi aspettavo una lettura problematica: sapevo che la tematica del libro era quella della violenza e delle molestie a minori e quindi leggere frasi che alludevano alla difficoltà nel determinare la vera vittima della vicenda mi aveva turbata. Come può la bambina non essere la vera vittima in un episodio di violenza su minori? Continua a leggere

Il Profumo dei libri abbandonati e riscoperti

Il profumo, di Patrick Süskind

Certi libri non si lasciano leggere se il loro tempo non è maturo: è quello che è capitato a me con quello che è universalmente considerato un capolavoro della letteratura contemporanea, ossia Il profumo di Patrick Süskind.

Avevo cominciato a leggere questo libro tre o quattro anni fa e lo avevo deposto di nuovo nello scaffale arrivata neanche a pagina trenta. Ancora non mi spiego questa decisione: è molto raro per me abbandonare un libro (al massimo lo metto in lista d’attesa e mi dedico prima ad altre quattro o cinque opere), ma in quel caso l’ho fatto senza pensarci due volte. Continua a leggere

A ciascuno il suo: libri, segnalibri e psicosi da lettore

Il lettore è una creatura estremamente misteriosa. Ogni appartenente alla categoria ha delle peculiarità individuali, certo, ci sono quelli che leggono qualsiasi cosa e quelli che si dedicano esclusivamente ai classici o alle ultime uscite, quelli che leggono ovunque, anche in bagno o al semaforo, e quelli che per leggere hanno bisogno di precise e imprescindibili condizioni ambientali e sonore.

Io appartengo alla categoria dei lettori onnivori, quelli che leggono di tutto e dappertutto e che, soprattutto, leggono fino a cinque o sei libri contemporaneamente e una delle più grandi manie con cui combatto ogni giorno è quella dei segnalibri. Continua a leggere