Cinque curiosità e cinque rivisitazioni insolite di “Dieci piccoli indiani”

Cinque curiosità e cinque rivisitazioni insolite di “Dieci piccoli indiani”

dieci-piccoli-indiani-agatha-christieÈ ambientato su un’isola deserta, ha tanti personaggi quante vittime e la maniera in cui si verificano gli omicidi segue alla lettera i versi di una macabra filastrocca appesa alle pareti dell’unica casa presente sul luogo. Si tratta di dettagli noti al punto da essere ormai entrati nella cultura generale occidentale, per la quale Dieci piccoli indiani di Agatha Christie è un capolavoro indiscusso

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“Dire quasi la stessa cosa” di Umberto Eco, ovvero cosa significa tradurre

Dire quasi la stessa cosa – Umberto Eco
(Bompiani)

61dp1ykl1tlPare che non sia facile definire la traduzione. Sul Vocabolario della lingua italiana edito da Treccani trovo ‘l’azione, l’operazione o l’attività di tradurre da una lingua a un’altra un testo scritto o anche orale’, definizione alquanto tutologica che non si rivela più perspicua se passo al lemma tradurre: ‘volgere in un’altra lingua, diversa da quella originaria, un testo scritto o orale’”.

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“Silenzi” di Emily Dickinson: un concentrato di spigolose nostalgie

Silenzi – Emily Dickinson
(Feltrinelli)

9788807900853_quartaPer oggi è tutto quello che ho da portare –
Questo, e insieme il mio cuore –
Questo e il mio cuore e i campi –
e i prati – tutto intorno –
Contali uno per uno – dovessi dimenticarmene io
qualcuno dovrà ricordarne la somma –
Questo, il mio cuore e le api, una per una,
che abitano il trifoglio.

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Alla scoperta del nord Europa con le “Fiabe lapponi” di Iperborea

Fiabe lapponi – trad. di B.Berni
(Iperborea)

20160722181000_fiabeSe è vero che ogni lingua riflette la cultura di un popolo, è altrettanto vero che la stessa cultura è riflessa anche dalle leggende più radicate nell’immaginario collettivo di una specifica area geografica. L’Europa è al riguardo una fonte inesauribile e variegata di sistemi mitologici e di antiche radici popolari, che sono arrivate fino a noi talvolta sotto forma di narrazioni orali e che altre volte sono state invece organizzate in vere e proprie fiabe.

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L’amore a prima vista secondo Wisława Szymborska, nella nuova omonima raccolta

 

Amore a prima vista – Wisława Szymborska
(Adelphi)

b250ec62ab8029b069d306e25938b613_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyDel nuovo libro firmato Wisława Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, si parla ancora poco. Dopotutto è uscito da poco meno di un mese e non ha inediti della poetessa polacca morta nel 2012, costituendosi solo come una raccolta con un filo conduttore ben preciso.

Eppure, Amore a prima vista, curato nell’edizione italiana Adelphi da Pietro Marchesani, è un compendio indispensabile per tutti gli amanti di questa autrice eclettica e per chi volesse in una sola opera assaggiarne la lingua e i contenuti più pregnanti.

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Umberto Eco racconta una “Storia delle terre e dei luoghi leggendari”

Storia delle terre e dei luoghi leggendari – Umberto Eco
(Bompiani)

9788845273926_0_0_702_75Tanti sono i viaggi possibili intorno al mondo e forse ancora più numerosi quelli che si compiono mentre si legge, al punto che innumerevoli sono i posti inventati (o modificati radicalmente) all’interno di miti, leggende e romanzi di ogni epoca.

Storie delle terre e dei luoghi leggendari, uscito per Bompiani nel 2013 e firmato Umberto Eco, è uno dei tentativi più interessanti nel panorama internazionale dedicato ai luoghi letterari prettamente inventati, ovvero a quelli apparsi da qualche parte nero su bianco, che fosse nel Vecchio Testamento o nei manoscritti medievali.

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“La lingua batte dove il dente duole”, parola di Camilleri e De Mauro

La lingua batte dove il dente duole – A.Camilleri, T.De Mauro
(Laterza)

51y1jivdwrl-_sx326_bo1204203200_La lingua italiana è, fra quelle neolatine, la più recente e la più antica allo stesso tempo. Recente perché formalizzata da nemmeno due secoli, eppure antichissima perché già presente in nuce in innumerevoli opere letterarie, libretti musicali e parlate locali diventati veri e propri dialetti.

Riflettono al riguardo, in un continuo e affascinante dialogo, due illustri intellettuali del panorama contemporaneo: Andrea Camilleri e Tullio de Mauro.

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