Quando Borges stava per vincere il Nobel (e c’era anche Tolkien)

In questi giorni, l’Accademia di Svezia ha autorizzato l’accesso agli atti dell’edizione 1967 del Premio Nobel alla letteratura, vinta poi dal guatemalteco Asturias. È il più recente anno desegretato – poiché, da regolamento, è necessario che passino cinquant’anni – e sono emerse interessanti sorprese.

Settanta gli autori candidati, e troviamo nomi che ben conosciamo. Continua a leggere

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Elogio involontario di Milan Kundera

Ovvero: credevo fosse una recensione, invece era un panegirico.
Elogio imprevisto, a partire da una riflessione sulla raccolta Amori Ridicoli, della quale avrei dovuto fare una semplice recensione, ma così non è stato.

Amori Ridicoli di Milan Kundera è stato l’ultimo libro che ho letto nel 2017. Una raccolta di racconti che ha rappresentato l’esordio di uno degli scrittori più importanti del ‘900 e che stimo tra i miei autori preferiti.

Era da un po’ che non leggevo Kundera, forse un paio d’anni, prima dei quali avevo divorato sette suoi libri (cinque romanzi, un saggio e un testo teatrale), ma con la consapevolezza di aver fatto l’errore di non averli letti nell’ordine in cui sono stati scritti. Se in riferimento ad alcuni autori tale premura può rappresentare agli occhi di alcuni una pignoleria, ciò non vale per l’autore boemo. La ragione è insita nella particolare storia biografica di quest’uomo, che separa la sua produzione in due periodi: l’uno praghese e l’altro parigino, tant’è che alcune opere sono state scritte in ceco e altre in francese. (C’è anche una seconda ragione, ma del tutto personale, ovvero voler conoscere abbastanza bene quest’autore da avere coscienza della sua parabola artistica in senso cronologico). Continua a leggere

2017: bilancio di un anno bellissimo, ed ora verso nuovi orizzonti!

In un anno possono cambiare tante cose, che siano nel bene o nel male. Chissà quante novità sono entrate a far parte della vostra vita.

Di solito è questo il momento dell’anno in cui ognuno ripensa a quanto gli sia capitato e trae delle conclusioni. Vogliamo farlo anche noi, e, consapevoli di quanto la trasparenza sia fondamentale, desideriamo rendere tutti voi partecipi di quanto ci è accaduto, corredando il tutto da informazioni e statistiche curiose.

Ora che il 2017 è definitivamente terminato, possiamo dire che si è trattato di un anno importantissimo per il Rifugio dell’Ircocervo. Tantissimo è accaduto, anche di stravolgente. Continua a leggere

Le nostre personali letture dell’anno: tra capolavori e delusioni

Dei molti libri che leggiamo, solo una minima parte finisce in recensione sul blog. Molti ci sembrano capolavori memorabili, altri ci lasciano delusi e scontenti. Ecco che allora, sul finire dell’anno, tutti noi del Rifugio dell’Ircocervo abbiamo ripercorso le nostre – molte – letture del 2017 e abbiamo stilato la classifica dei libri che più abbiamo amato, aggiungendo inoltre il libro che invece più ci ha deluso. Se siete curiosi, ecco di seguito quali: Continua a leggere

“Sogno di Natale”, breve novella di Luigi Pirandello

Sogno di Natale, di Luigi Pirandello

“Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

– Buon Natale – e sparivo… Continua a leggere

Il discorso di Grazia Deledda al conferimento del Nobel

Ricordare Grazia Deledda è un atto dovuto. Troppo spesso non lo fanno i libri di testo né i programmi scolastici né i più attenti professori di lettere nei licei. Ricordo che in cinque anni di liceo classico, mai uno dei miei professori ha parlato di Grazia Deledda. Del primo Novecento italiano si è trovato tempo e occasioni per spiegare Emilio Cecchi, Sergio Corazzini, Emilio Praga, Camillo Sbarbaro, eppure mai una parola per la scrittrice sarda.

Gli stessi editori ancora oggi trascurano la sua opera. Continua a leggere

La stagione della migrazione a nord: capolavoro da scoprire

Definito un classico della letteratura africana e araba moderna; il più grande romanzo arabo del XX secolo; uno dei 100 libri migliori di tutti i tempi. Come premessa può bastare?
Il libro in questione è La stagione della migrazione a Nord, dell’autore sudanese Tayeb Salih (1928-2009), che Sellerio ha avuto il merito di portare per la prima volta in Italia nel 1992 e riproporre in una nuova edizione qualche anno fa con una fedele traduzione.

Per comprendere di cosa questo romanzo sia, cominciate col prendere uno stato africano grande sei volte l’Italia, ovvero il Sudan, attraversato interamente dal Nilo e all’interno del quale si mescolano la cultura africana e quella araba. Inizia ad arrivare un po’ l’idea dell’atmosfera?
Prendete adesso uno scrittore che ho scoperto grandioso, Tayeb Salih, che in un piccolo villaggio sulle rive del Nilo ambienta questa storia. A tale storia aggiungeteci un po’ di Borges e un po’ di Kafka, quanto basta, declinati con originalità, senso di appartenenza e sagacia narrativa in salsa arabo-africana.
E per concludere mescolate a tutto questo: mistero, conturbamento, fascino, uno stile ora spietato ora elegantissimo, sovrapposizioni temporali, un doppio narratore che, attraverso un meccanismo narrativo di scatole cinesi, instaura un gioco di specchi sull’identità, l’inganno e la menzogna. Continua a leggere