10 consigli: le novità più interessanti di novembre

Novembre porta con sé tantissime novità in libreria. Tra libri appena usciti e altri che stanno per arrivare tra gli scaffali, vi segnaliamo quelle che ci sono sembrate le 10 novità più interessanti del momento. C’è un po’ di tutto… Continua a leggere

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Perché la scelta di Ishiguro mostra tutti i limiti del Nobel

Ieri avevo ventilato l’ipotesi che finalmente potesse vincere l’Italia, con Magris. Ci speravo, un po’ ci credevo, ma al tempo stesso sapevo che non sarebbe stato facile. Ma non è per questo che la scelta dell’inglese Ishiguro mi ha deluso. Se i tanti, che hanno letto Non lasciarmi o Quel che resta del giorno, stanno esultando per la sua vittoria, io resto perplesso, perché laureare Nobel Kazuo Ishiguro è l’ennesima prova dei limiti evidentissimi di una istituzione culturale quale quella del Nobel.

Non voglio passare per il solito criticone a cui non va bene mai alcun vincitore. Provo a spiegare perché, a mio parere, il Nobel alla letteratura stia perdendo sempre più credibilità, ingolfato da una serie di limiti di cui non riesce a liberarsi, malgrado ogni tentativo. Continua a leggere

Nobel alla letteratura: domani vincerà Claudio Magris?

E se domani vincesse Claudio Magris? E se a vent’anni esatti dall’ultima volta, il Nobel tornasse (finalmente!) in Italia? Ho questa sensazione, chissà. Ed è anche una eventualità che mi renderebbe estremamente felice.
Ma perché? Ci sono basi reali e sostanziali che possono rendere plausibile la mia sensazione? La risposta è sì. E anzi, vi dirò sette validissimi motivi perché secondo me può accadere davvero.

    1. Il momento di premiare l’Italia è scattato già da tempo

Carducci, 1906; Deledda, 1926; Pirandello, 1934; Quasimodo, 1959; Montale, 1975; Fo, 1997. In media 18 anni separano la vittoria di un Nobel italiano da un’altra e dal 1997 a oggi sono già 20 anni.
Anche allora, alla fine del millennio, era atteso il ritorno del Nobel in Italia, a 22 anni da Montale, tuttavia non era Fo il favorito, tutti si attendevano che, qualora fosse stata premiata l’Italia, a essere insignito sarebbe stato Mario Luzi. Al nome di Fo la società italiana si spaccò: Rita Levi Montalcini asserì di non conoscerlo, per Carlo Bo la scelta era incomprensibile, per Albertazzi il teatro non è letteratura e per lo stesso Luzi la sua vittoria era uno schiaffo alla cultura italiana.
Beh, sono passati vent’anni, e oggi, come allora, ci attendiamo che finalmente il momento sia giunto. I tempi ormai sono maturi, e anzi, stando alla statistica, siamo anche in ritardo di due anni.

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Novità: riapre la sezione di recensioni per autori emergenti!

Il Rifugio dell’Ircocervo ha sempre avuto un occhio di riguardo verso i giovani autori, le opere prime e le piccole realtà editoriali. Siamo consapevoli di quanto sia importante per uno scrittore emergente pubblicare il suo libro, farlo uscire dalla esclusiva cerchia di amici e parenti e far sì che possa essere conosciuto a quanta più gente possibile.
Ecco che dopo un periodo di pausa, torniamo a dedicare una sezione di recensioni agli autori esordienti ed emergenti, in cui recensiamo i loro lavori per offrire consigli e visibilità.

Se avete pubblicato un romanzo o una raccolta di racconti e volete sottoporla al nostro sito, questa è l’occasione giusta. Continua a leggere

Cosa c’entrano Fantozzi e Villaggio con la cultura e la letteratura?

Il mondo culturale e letterario italiano non può sentirsi esente dal lutto per la scomparsa di Paolo Villaggio. Non si trattava solo di un comico, di un attore, relegato a quella che molti continuano a credere comicità demenziale o di basso livello. In quanti sanno che Paolo Villaggio ha scritto qualcosa come 30 libri circa? Sì, si dirà che pubblicare libri non rende necessariamente scrittori, è vero. Ed è vero che Villaggio sarà in primis comunque un attore, che in tanti, a ragione, definiscono una delle ultime maschere della commedia dell’arte.
Ma la verità è che il Villaggio creatore di Fantozzi (non dimentichiamo che ha svolto ruoli anche drammatici in film d’autore, come in Il segreto del bosco vecchio, film di Ermanno Olmi basato sull’omonima opera di Buzzati, o La voce della luna di Fellini, che gli valsero il David di Donatello e il Nastro d’Argento) è stato un umorista post-litteram che – sebbene il paragone possa sembrare azzardato – può essere inteso come un allievo della tradizione satirico-grottesca di Gogol’ o ancor meglio di Jaroslav Hašek.
Fantozzi non è altro che il buon soldato Sc’vèik della società italiana del secondo Novecento. Continua a leggere

Guida dell’aspirante scrittore: tutti i segreti e retroscena dell’editoria per l’esordio.

Tutto quello che c’è da sapere se volete esordire nel panorama letterario.
Intervista a Vanni Santoni, scrittore, editor di Tunué ed esperto di
esordi.
(di Giuseppe Rizzi)
 

Poniamo il caso che siate degli aspiranti scrittori. Magari avete già scritto il vostro primo romanzo o lo state attualmente scrivendo. Innanzitutto sappiate che il sottoscritto è nella vostra stessa situazione e può ben capirvi: ambite a una pubblicazione con una casa editrice seria e possibilmente affermata; sognate di far parte del mondo della letteratura, di essere letti e apprezzati. Probabilmente avrete già fatto qualche tentativo, contattando alcune case editrici, ma non siete stati fortunati.
Bene, l’obiettivo di questo articolo è proprio quello di svelare tutto ciò che c’è da sapere sulla situazione dell’editoria in riferimento agli esordi, così che possiate avere tutti gli strumenti utili per poter perseguire consapevolmente la vostra ambizione: dall’invio di manoscritti alle scuole di scrittura, dai concorsi alle agenzie letterarie, fino al ruolo delle riviste culturali e dei blog.

Per farlo ci siamo rivolti a un grande esperto: Vanni Santoni, scrittore (Mondadori, Laterza, Feltrinelli, Voland, nonché tra i 12 finalisti al Premio Strega nel 2017), dal 2014 dirige la collana di narrativa di Tunué, che si è rivelata, nel plauso generale, una fucina di talenti. Continua a leggere

Ecco i 5 finalisti del Premio Campiello

Proclamati da pochi minuti i 5 finalisti del Premio Campiello 2017.
In una manifestazione pubblica tenutasi a Padova, la giuria dei letterati, presieduta dalla Presidente Ottavia Piccolo, ha votato le 5 opere che gareggeranno per aggiudicarsi il più importante Premio Letterario italiano.
Alla prima votazione, emergono già i primi tre titoli che riescondo ad ottenere almeno la maggioranza più 1 dei consensi. La seconda votazione non porta a nulla. Ci riesce la terza e ultima votazione, che decreta gli ultimi due.
Ecco i 5 nomi, nell’ordine con cui sono emersi dalle votazioni. Continua a leggere