Alle origini storiche dell’attuale crisi editoriale in Italia

Negli ultimi anni, mesi, giorni, in continuazione si discute dell’annoso problema della crisi dell’editoria. In Italia si legge poco, si comprano pochi libri, gli editori vedono spesso ridursi il proprio utile, eccetera eccetera eccetera, insomma, tutte cose di cui avete sentito e risentito parlare. Voglio dirvi altro.

Qualche giorno fa ero in una biblioteca universitaria a consultare quotidiani del Ventennio fascista. E mentre scorrevo le pagine di un Corriere della Sera del gennaio 1937 al fine di analizzare le notizie politiche di regime, mi imbatto – serendipity – in un ampio articolo nella pagina di cultura dal titolo:

BJ

Subito penso: 80 anni fa si discuteva della stessa questione di cui si discute oggi. Possibile non si sia fatto un passo avanti da allora? Continua a leggere

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Scrivere per il web, le logiche del successo

Internet è quella piattaforma imparziale attraverso cui la categoria di “scrittore” si fa volubile ed effimera, dove chiunque può pubblicare qualunque cosa ed entrare in contatto con ogni potenziale pubblico. Non ci sono filtri, non ci sono limiti, esiste solo il singolo talento che si mette in gioco e cerca di raggiungere il successo. Il risultato è un universo, quella della letteratura del web, spesso malconsiderato e sottovalutato da chi rimane fedele alla purezza delle vie tradizionali di pubblicazione. Quasi come se in Internet la letteratura non fosse più arte.

Non è mio interesse discutere ora sulla fondatezza di questa prospettiva comune, ma vi posso riconoscere un innegabile fondo di verità: la letteratura tradizionale e quella concepita per la pubblicazione in Internet sono molto diverse tra loro e il successo delle singole opere dipende da strategie e logiche talvolta opposte. Continua a leggere

Amicizia femminile in letteratura: piccole dee e amiche geniali

A dispetto dei luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore. È quello con l’amica del cuore. Così recita la quarta di copertina di Piccola Dea, il brillante romanzo d’esordio della statunitense Rufi Thorpe edito in Italia da Sonzogno nel 2015.

Mi riconosco particolarmente in queste parole e ho infatti trepidato nella lettura di questa storia vibrante e dura come se mi coinvolgesse in prima persona. Le tormentate vite delle protagoniste Mia e Lorrie Ann, il loro rapporto viscerale e indissolubile e la struttura stessa della narrazione non hanno potuto che riportarmi alla mente Elena e Lila, le due amiche geniali dell’omonima, tanto chiacchierata quadrilogia di Elena Ferrante.

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Leggere Malaparte, comprendere Caporetto, capire noi stessi

“E i fanti, senza un lamento, andavano a stendere le proprie carcasse sui fili di ferro spinato, come cenci ad asciugare” (C.M.)

Notte. Sono le prime ore del 24 ottobre del 1917. Cent’anni fa.
Sui monti intorno all’Isonzo è caduta una nebbia fitta ad avvolgere l’oscurità. Le temperature sono bassissime, la terra fradicia per le piogge dei giorni passati puzza ancora di un pessimo tanfo. Non c’è vento a soffiare e le fronde dei larici sono immobili, inghiottite dal buio e dalla nebbia. Si inciampa nelle radici e nei polloni degli alberi, si scivola sul muschio e sui declivi rocciosi che il gelo ha reso viscidi. Oscurati anche a se stessi, celati dalla notte, ci sono oltre duecentomila uomini, inermi, ad attendere la loro morte, come martiri nell’attesa di salire al patibolo. Continua a leggere

Autocritica di una accumulatrice di libri

Fra le molte novità della mia nuova vita in una grande città c’è la vicinanza con una enorme biblioteca in cui posso procurarmi praticamente qualsiasi libro mi passi per la testa.

Sono per natura una lettrice polifonica e raramente sul mio comodino ci sono meno di due libri, quindi si può ben immaginare quale nefasto effetto abbia avuto questa improvvisa ricchezza di possibilità sul peso che la mia nuova, piccola libreria è costretta a sopportare.

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