The Lizzie Bennet Diaries, ovvero Orgoglio e Pregiudizio ai giorni nostri

Come avevo già dimostrato in questo articolo, sono una irriducibile fan di Jane Austen e, dopo aver letto praticamente tutto ciò che è scaturito dalla sua penna, dai romanzi compiuti e acclamati a quelli incompiuti passando per una raccolta delle bozze che scriveva da ragazzina, ho iniziato una maratona di adattamenti alla ricerca dello sceneggiato più avvincente tratto dalle opere che tanto avevo amato.

Caso strano, però, non è stato un bel film in costume a far schizzare alle stelle il mio entusiasmo, ma una web series scoperta quasi per caso e la cui genialità e originalità mi ha lasciata senza parole: The Lizzie Bennet Diaries. Continua a leggere

Editoria impicciona e dove trovarla

Se in questa piccola rubrica si è parlato (anche) dei vaneggiamenti artistici dei nostri protagonisti, oggi in realtà si parlerà solo di Camilla, la vera artista incompresa della situazione; quella che ogni tanto prova a parlare di Marina Abramović e della sua arte e che, ogni volta, gli amici pensano sia:

  1. Una cantante
  2. Una tinta
  3. Una youtuber

Insomma, la nostra Camilla vive momenti di grande e tragicomica solitudine. Più di tutto, però, Camilla soffre all’idea di vedere suoi conoscenti pubblicare romanzi a dir poco imbarazzanti, mentre sono anni che lei tiene conservato sul computer il suo romanzo: Le Rane di Aristofane sono tornate. Continua a leggere

Storia della più grande mistificazione letteraria di sempre

Sentite questa curiosa storia: la storia di una delle più grandi mistificazioni letterarie di sempre.

Il protagonista è Emile Ajar, scrittore francese di culto negli anni ’70. Ma Emile Ajar semplicemente non esisteva: uno gioco grandioso, una menzogna artistica, la personificazione di un falso d’autore.

“Parigi, 1975. Il più prestigioso premio letterario di Francia, il Goncourt, viene assegnato a uno scrittore sino ad allora sconosciuto, Emile Ajar, per il romanzo intitolato La vita davanti a sé. La critica e la giuria del premio non paiono accorgersi che di Ajar non si sa nulla. Nemmeno la comunità delle lettere parigina rileva questa singolare circostanza. Continua a leggere