Storia della più grande mistificazione letteraria di sempre

Sentite questa curiosa storia: la storia di una delle più grandi mistificazioni letterarie di sempre.

Il protagonista è Emile Ajar, scrittore francese di culto negli anni ’70. Ma Emile Ajar semplicemente non esisteva: uno gioco grandioso, una menzogna artistica, la personificazione di un falso d’autore.

“Parigi, 1975. Il più prestigioso premio letterario di Francia, il Goncourt, viene assegnato a uno scrittore sino ad allora sconosciuto, Emile Ajar, per il romanzo intitolato La vita davanti a sé. La critica e la giuria del premio non paiono accorgersi che di Ajar non si sa nulla. Nemmeno la comunità delle lettere parigina rileva questa singolare circostanza. Continua a leggere

A ciascuno il suo: libri, segnalibri e psicosi da lettore

Il lettore è una creatura estremamente misteriosa. Ogni appartenente alla categoria ha delle peculiarità individuali, certo, ci sono quelli che leggono qualsiasi cosa e quelli che si dedicano esclusivamente ai classici o alle ultime uscite, quelli che leggono ovunque, anche in bagno o al semaforo, e quelli che per leggere hanno bisogno di precise e imprescindibili condizioni ambientali e sonore.

Io appartengo alla categoria dei lettori onnivori, quelli che leggono di tutto e dappertutto e che, soprattutto, leggono fino a cinque o sei libri contemporaneamente e una delle più grandi manie con cui combatto ogni giorno è quella dei segnalibri. Continua a leggere

The Young Pope e quel romanzo del ’73 che tanto ci assomiglia

Se ormai The Young Pope è sulla bocca di tutti, in pochi conosceranno il romanzo del 1973 che con la serie di Sorrentino ha numerose analogie.

Roma senza Papa fu scritto nel 1967 e pubblicato postumo tra il 1973 e il 1974. Il suo autore, Guido Morselli, s’era da poco suicidato senza aver mai pubblicato nulla. Quando Adelphi propose questo suo romanzo, si verificò un turbolento ciclone nel panorama editoriale e culturale. Divenne un classico in poco tempo, malgrado oggi resti tendenzialmente di nicchia, poco ricordato, certamente non quanto merita. Continua a leggere

Il mito del Nuovo Mondo nella Letteratura

Il mito del Nuovo Mondo nella Letteratura
Dalle Colonne d’Ercole alla Luna
da Ovidio e Platone a Dante e a Luciano, da Tasso e  Ariosto a More e Bacone, da Graziani a Defoe e Cyrano. Come la scoperta dell’America e la figura di Colombo hanno influenzato la letteratura, e che ruolo ha avuto in tutto ciò la rivoluzione galileiana e l’espansione coloniale? Continua a leggere

Wordsworth e i Segni dell’Immortalità

Erravo solitario come una nuvola
Che fluttua alta sopra valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorati narcisi;
Lungo il lago, sotto gli alberi,
Che ondeggiavano danzando nella brezza.
Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano nella Via Lattea,
Si stendevano in una linea infinita
Lungo il margine d’una baia[…]
W. Wordsworth, da “Narcisi” Continua a leggere

Ultima intervista a Umberto Eco. Cosa pensa della sua morte?

Quando il professor Eco mi appare in lontananza, diretto verso di noi, la prima cosa che mi salta all’occhio di lui è il borsalino nero di feltro che da sempre ha portato con stile. Se lo tocca in segno di saluto quando ormai mi è di fronte. Gli stringo la mano, con l’emozione che vi sarà chiara, e lo osservo appoggiare sulla poltrona i libri che teneva sottobraccio, per potersi levare il soprabito. Tra le labbra se ne stava spento un sigaro, tenuto con evidente indifferenza, quasi che in realtà non ci fosse. Aggancia il cappotto all’appendiabiti e finalmente si accomoda. In piedi in sua attesa, lo seguo e mi siedo anch’io.

Per un attimo dimentico tutto quello che avevo da dire e resto a fissare il suo gilet cardato color mogano, da cui spunta una cravatta regimental intorno al collo d’una camicia azzurra, e a completare, una giacca kaki in lana resca.

È chiaro che intuisce il mio impaccio, mi sorride, prende il sigaro tra le dita e allora parla lui, per primo. Continua a leggere

Negli archivi del Nobel alla Letteratura! Quel che nessuno ha ancora detto

Abbiamo studiato gli archivi del Nobel per la letteratura, dal 1901 fino al 1965, anno appena desegretato (devono passare 50 anni). Abbiamo analizzato tutte le candidature col fine di individuare gli autori italiani che si sono contesi l’illustre riconoscimento.
Le scoperte che abbiamo fatto sono state incredibili: dal Nobelarkivet della Swedish Academy emerge che nei soli primi 65 anni furono ben 34 gli italiani candidati. Ad affiancare i più noti, molti altri nomi curiosi, inaspettati od ormai dimenticati: filosofi, storici, scrittori dialettali, orientalisti oltre a romanzieri e poeti, e quattro letterati, addirittura, di cui non siamo riusciti a scoprire nulla.
Vi dicono qualcosa i nomi di Angelo de Gubernantis o Giovanni Schembari?
Ma procediamo con ordine. Continua a leggere