I peggiori incubi ortografici ripercorsi in tre racconti più una nota di lettura

Il punto esclamativo e altri incubi ortografici – Čechov, Tarchetti, De Marchi
(EDB)

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Sarebbe impossibile annoverare tutte le sviste ortografiche di cui ci si rende responsabili nel corso della propria esistenza, così come diventerebbe quasi infinita la lista di scrittori che hanno dedicato parte della loro produzione a storie ispirate ad errori grammaticali.

Il saggio Il punto esclamativo e altri incubi ortografici, edito nel settembre 2017 da EDB, tenta in ogni caso una cernita esemplificativa e intelligente di come certi segni di interpunzione, certe lettere dell’alfabeto e certe regole prescrittive abbiano delle conseguenze concrete sulla vita di personaggi fittizi e di individui in carne e ossa. Per riuscirci, vengono proposte in successione tre storie brevi di tre celebri letterati: Anton Čechov, Iginio Ugo Tarchetti e Emilio De Marchi.

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“Le nostre anime di notte”, l’epilogo letterario di Kent Haruf

Le nostre anime di notte – Kent Haruf
(
NN Editore)

7523735_2255041E poi ci fu il giorno in cui Addie Moore fece una telefonata a Louis Waters. Era una sera di maggio, appena prima che facesse buio“. Comincia così Le nostre anime di notte, l’ultimo romanzo di Kent Haruf, morto due anni, ed edito in Italia nel 2017 da NN Editore. Comincia come una storia informale raccontata a un piccolo gruppo di amici, o come un episodio strambo, che sicuramente incuriosisce e appassiona, ma che dopotutto non ha chissà quali pretese.

E continua con lo stesso tono confidenziale, come se l’autore conoscesse i suoi lettori da sempre, e come se loro da sempre conoscessero Addie e Louis, e come se perfino Addie e Louis si conoscessero da una vita intera. Sì, perché i protagonisti di questo romanzo ambientato nella cittadina di Holt, in Colorado, sono già entrambi in pensione. Lei è vedova e ha un figlio la cui situazione sentimentale e lavorativa è in crisi, lui è un ex docente di liceo vedovo a propria volta. Si conoscono a malapena in quanto vicini, eppure arriva il giorno in cui Addie va a trovare Louis e gli dice di punto in bianco: “Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me“.

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Zia Favola: una storia siculish e un romanzo sorprendente

Zia Favola, una storia siculish, Cono Cinquemani
(Aut Aut edizioni)

Quando ho avuto per la prima volta questo libro tra le mani, Zia Favola, una storia siculish di Cono Cinquemani, primo romanzo edito da Aut Aut Edizioni nel 2017, onestamente non sapevo cosa aspettarmi. Quindi meglio andare con ordine.

La storia parla di Favola Cinquemani, ragazzina siciliana che viene mandata dai genitori a New York, dove le era stato concordato il fidanzamento con un ragazzo mai visto prima: un nuovo boifrendo, come dice lei durante il suo racconto in prima persona. Favola ci racconta del viaggio lunghissimo, di come i passeggeri di terza classe fossero ammassati in spazi strettissimi, del pericolo di essere rispediti indietro in qualsiasi momento una volta sbarcati, dei serrati controlli medici e della paura di non riuscire a superarli. Ma più di tutto, Favola ci parla della vita a New York, delle sue speranze e dei suoi sogni, della sua intraprendenza e della sua intelligenza innata, scevra da ogni struttura culturale, grazie alla quale riuscirà ad aprire un suo negozietto e addirittura fondare una società mutuale di donne siciliane.

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La duplice avventura de “La nave di Teseo”, a cura del creatore di “Lost”

La nave di Teseo – J. J. Abrams
(Rizzoli)

la-nave-di-teseo-292x450Si chiama come la casa editrice fondata da Elisabetta Sgarbi e ha per creatore J. J. Abrams, ideatore fra le altre delle serie tv Lost e Fringe. Come se non bastasse, è protetto da una vera e propria scatola-custodia sigillata, che deve essere aperta una volta acquistato il volume. È un’opera di cui si sente parlare poco nell’ascoltare il grande pubblico, sebbene sia in commercio già dal 2013, ma di cui chi l’ha letta non può fare a meno di esprimersi con meraviglia.

La nave di Teseo – V. M. Straka è, infatti, un vero e proprio caso editoriale. Un romanzo assolutamente unico nel suo genere, che è stato scritto concretamente da Doug Dorst in lingua inglese e che ha poi fatto il giro del mondo in pochissimo tempo, per via della sua struttura innovativa e insolita.

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Speciale campiello 2017: “La notte ha la mia voce” di Alessandra Sarchi

“La notte ha la mia voce”, di Alessandra Sarchi

La lettura dell’ultimo romanzo di Alessandra Sarchi, La notte ha la mia voce, mi ha accompagnata per più di due settimane, che è un tempo piuttosto lungo per i miei standard. Non si tratta di un tomo di più di 500 pagine né di un’opera noiosa, ma ho dovuto centellinarlo per riuscire a tollerarne l’impatto. Provo a spiegarvi perché. Continua a leggere

Speciale Campiello: la monumentale opera di Massini racchiude un mondo

Qualcosa sui Lehman, Stefano Massini
(Mondadori)

Il nome di Stefano Massini potrebbe non dire molto ai più, ma chi segue il teatro sa che al suo nome risponde il drammaturgo italiano più rappresentato nei teatri di tutto il mondo negli ultimi anni. Dal 2015 è responsabile artistico del Teatro Piccolo di Milano e il suo Lehman Thrilogy è tradotto in 15 lingue.

Del fortunato Lehman Thrilogy, scritto tra il 2009 e il 2012, si può dire che Qualcosa sui Lehman sia l’estensione: da un dramma per il teatro si è giunti a un monumentale romanzo-ballata di quasi 800 pagine, un’opera grandiosa, ricca di brio e colpi di genio, che travalica qualsivoglia distinzione di genere. Se la costola da cui nasce è teatrale, invero non solo per l’ampiezza, ma anche per la narrazione, ci troviamo di fronte a una grande saga familiare, a un romanzo storico e di formazione; e al tempo stesso l’esposizione in versi eccede i canoni convenzionali del romanzo e del dramma, tanto che l’opera viene a buon diritto definita ballata. Con Massini, il teatro, la poesia e la letteratura romanzesca si incontrano e si fondono in un ibrido originale, freschissimo, sagace. Continua a leggere