I nemici della scrittura civile

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Dopo La manomissione delle parole, il secondo tempo della riflessione linguistica di Gianrico Carofiglio: Con parole precise: breviario di scrittura civile. Un testo saggistico agile e piacevole edito da Laterza (2015) che mette a fuoco problematiche di grande impatto nella società contemporanea sommersa di informazioni più o meno attendibili: il peso delle parole e la responsabilità che ognuno al riguardo si assume, o dovrebbe assumersi.
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I peggiori incubi ortografici ripercorsi in tre racconti più una nota di lettura

Il punto esclamativo e altri incubi ortografici – Čechov, Tarchetti, De Marchi
(EDB)

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Sarebbe impossibile annoverare tutte le sviste ortografiche di cui ci si rende responsabili nel corso della propria esistenza, così come diventerebbe quasi infinita la lista di scrittori che hanno dedicato parte della loro produzione a storie ispirate ad errori grammaticali.

Il saggio Il punto esclamativo e altri incubi ortografici, edito nel settembre 2017 da EDB, tenta in ogni caso una cernita esemplificativa e intelligente di come certi segni di interpunzione, certe lettere dell’alfabeto e certe regole prescrittive abbiano delle conseguenze concrete sulla vita di personaggi fittizi e di individui in carne e ossa. Per riuscirci, vengono proposte in successione tre storie brevi di tre celebri letterati: Anton Čechov, Iginio Ugo Tarchetti e Emilio De Marchi.

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“111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo” e che conoscono in pochissimi

111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo – Romolo Giovanni Capuano
(Stampa Alternativa)

traduzione-220x300In linea generale, siamo abituati a pensare che i libri siano una fonte di informazioni ufficiale e affidabile, da considerare come un punto di riferimento incrollabile e senza data di scadenza. Questo succede soprattutto con i saggi, con i manuali, con i libri di testo, con i testi sacri e con tutte le tipologie letterarie connesse. Tuttavia, spesso sottovalutiamo un dettaglio che, in verità, non dovrebbe mai essere trascurato: in che lingua è stato scritto per la prima volta il discorso che abbiamo fra le mani?

In tutti i casi in cui arriva fino a noi attraverso una traduzione più o meno affermata, infatti, va tenuto presente che la nostra lettura è in gran parte debitrice anche a chi si è occupato di capirlo al nostro posto in originale e, poi, di comunicarlo a propria volta al pubblico di un’altra lingua.

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Antigone, la disobbedienza e la disambientazione

Nostra sorella Antigone, di Elena Porciani

Se mi si chiedesse di parlare dei modelli e dei personaggi che hanno formato la mia persona e il mio sistema di valori durante l’adolescenza, non potrei non citare l’Antigone di Sofocle. Il mio primo incontro con quest’eroina è avvenuto a scuola, durante una lezione di letteratura greca, e complice l’entusiasmo dell’insegnante sono stata subito accesa di entusiasmo dalla forza maestosa e pulsante di quest’eroina e ancor più mi ha entusiasmata il fatto che si trattasse di una figura femminile forte e positiva: considerando che l’idolo della mia infanzia è Mulan, è semplicemente naturale che nella mia adolescenza di classicista io abbia deciso di emulare Antigone.

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Nelle stanze e tra i segreti di Versailles – Gli ultimi libertini dell’Ancien Régime

“Gli ultimi libertini”di Benedetta Craveri

È uscito nelle librerie da pochissimi giorni Gli ultimi libertini (Adelphi), il nuovo, atteso libro di Benedetta Craveri, scrittrice, critica letteraria ed esperta di storia e cultura francese del ‘600 e ‘700.
Attraverso una scrittura evocativa e travolgente, Craveri ci porta nei corridoi, nei saloni, nelle stanze di Versailles per offrirci un affascinante affresco della vita di corte parigina negli ultimi anni dell’Ancien Régime, quelli subito precedenti alla Rivoluzione del 1789. Continua a leggere