“Il cuore è un cane senza nome”, e Giuseppe Zucco sa come descriverlo

Il cuore è un cane senza nome – Giuseppe Zucco
(Minimum Fax)

il-cuore-e-un-cane-senza-nome-19801Una rivelazione fin dalla copertina: da un lato un titolo poetico, che sa di storie antiche e a tratti fiabesche; dall’altro lato, un’illustrazione onirica ed evocativa al tempo stesso. La tentazione di immergersi nella sorpresa e di prendere fiato solo dopo avere concluso la lettura è forte.

Lo è ancora di più appena si legge l’epigrafe iniziale e si riescono già a intuire i tasselli mancanti del puzzle attraverso le parole di Virginia Woolf: “Se ne stavano divisi dal più profondo abisso che separa un essere da un altro. Lei parlava, lui era muto. Lei era una donna, lui un cane. Così incredibilmente vicini e così immensamente distanti, si erano guardati ancora”. Ed ecco che la storia prende già forma, così, senza averla ancora neppure assaggiata. È già presente in tutte le sue declinazioni.

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Alle origini storiche dell’attuale crisi editoriale in Italia

Negli ultimi anni, mesi, giorni, in continuazione si discute dell’annoso problema della crisi dell’editoria. In Italia si legge poco, si comprano pochi libri, gli editori vedono spesso ridursi il proprio utile, eccetera eccetera eccetera, insomma, tutte cose di cui avete sentito e risentito parlare. Voglio dirvi altro.

Qualche giorno fa ero in una biblioteca universitaria a consultare quotidiani del Ventennio fascista. E mentre scorrevo le pagine di un Corriere della Sera del gennaio 1937 al fine di analizzare le notizie politiche di regime, mi imbatto – serendipity – in un ampio articolo nella pagina di cultura dal titolo:

BJ

Subito penso: 80 anni fa si discuteva della stessa questione di cui si discute oggi. Possibile non si sia fatto un passo avanti da allora? Continua a leggere

Scrivere per il web, le logiche del successo

Internet è quella piattaforma imparziale attraverso cui la categoria di “scrittore” si fa volubile ed effimera, dove chiunque può pubblicare qualunque cosa ed entrare in contatto con ogni potenziale pubblico. Non ci sono filtri, non ci sono limiti, esiste solo il singolo talento che si mette in gioco e cerca di raggiungere il successo. Il risultato è un universo, quella della letteratura del web, spesso malconsiderato e sottovalutato da chi rimane fedele alla purezza delle vie tradizionali di pubblicazione. Quasi come se in Internet la letteratura non fosse più arte.

Non è mio interesse discutere ora sulla fondatezza di questa prospettiva comune, ma vi posso riconoscere un innegabile fondo di verità: la letteratura tradizionale e quella concepita per la pubblicazione in Internet sono molto diverse tra loro e il successo delle singole opere dipende da strategie e logiche talvolta opposte. Continua a leggere

Daniel Glattauer sorprende ancora: con “Terapia di coppia” in libreria

Terapia d’amore – Daniel Glattauer
(Feltrinelli)

9788807032653_quartaÈ arrivato in libreria con un nuovo libro proprio lui: Daniel Glattauer, che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di lettori grazie a Le ho mai raccontato del vento del nord e la Settima onda, e che poi ha continuato a stupire con Per sempre tuo e In città zero gradi. 

E, come sempre, sorprende e fa sorridere a un tempo, fa trattenere a stento le lacrime e tiene incollati fino all’ultima pagina chiunque apre la prima anche solo per sbaglio. Si dirà che le sue storie sono brevi, dirette, contemporanee, quasi fin troppo normale per finire dentro un libro, ma forse è proprio per questo che prendono a tal punto e che vale la pena dedicare loro qualche ora del proprio tempo.

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Amicizia femminile in letteratura: piccole dee e amiche geniali

A dispetto dei luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore. È quello con l’amica del cuore. Così recita la quarta di copertina di Piccola Dea, il brillante romanzo d’esordio della statunitense Rufi Thorpe edito in Italia da Sonzogno nel 2015.

Mi riconosco particolarmente in queste parole e ho infatti trepidato nella lettura di questa storia vibrante e dura come se mi coinvolgesse in prima persona. Le tormentate vite delle protagoniste Mia e Lorrie Ann, il loro rapporto viscerale e indissolubile e la struttura stessa della narrazione non hanno potuto che riportarmi alla mente Elena e Lila, le due amiche geniali dell’omonima, tanto chiacchierata quadrilogia di Elena Ferrante.

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