Nella perfida terra di Dio è un romanzo grandioso

Nella perfida terra di Dio, Omar di Monopoli
(Adelphi)

È difficile trovare le parole giuste per iniziare questa recensione: probabilmente, le ha sottratte tutte Di Monopoli. Nella perfida terra di Dio è un romanzo ipnotico e ammaliante, un pozzo in cui precipiti vertiginosamente e dal quale non vuoi più uscire. Leggerlo è stato come farsi trasportare dalle acque impetuose di un fiume in piena, senza la possibilità di alcunché a cui aggrapparsi per porre termine alla corsa. Immerso nelle sue pagine, il tempo smette di scorrere alla stessa maniera di sempre, le ore scivolano via e non capita di distrarti un attimo. La storia si dipana, la lingua ti agguanta, e in una giornata duecento pagine svaniscono, la lettura termina, prima che fossi pronto ad accettarlo.
Un prodigio, verrebbe da credere. Non si spiegherebbe altrettanto. Omar Di Monopoli ha scritto un romanzo bellissimo e dal respiro epico, che si legge tutto d’un fiato. Continua a leggere

Quattro chiacchiere con Omar di Monopoli, l’ultima novità Adelphi

Intervista esclusiva a Omar di Monopoli: il suo ultimo romanzo, Nella perfida terra di Dio (Adelphi), è uscito ieri in tutte le librerie. Ne abbiamo parlato con lui qualche giorno fa.
‘Per le sue storie sono state create inedite categorie critiche: si è parlato di western pugliese, di verismo immaginifico, di neorealismo in versione splatter. Nonché, com’è ovvio, di noir mediterraneo.’ Faulkner la sua fonte maggiore di ispirazione. Un romanzo che sta attirando già l’attenzione della critica.

Nella perfida terra di Dio, dice il titolo (gran bel titolo, aggiungo). Ma qual è questa perfida terra?

Ha a che vedere con la superstizione popolare, che permea tanto il romanzo tanto quanto l’intera mia regione Continua a leggere

Salone del Libro di Torino 2017: il nostro reportage

Per il quinto anno di fila siamo stati al Salone del Libro di Torino e per il quinto anno di fila abbiamo fatto code interminabili, pranzato a gambe incrociate sulla moquette, vagato per ore con una borsa pesantissima in spalla e passato interminabili momenti di indecisione davanti a libri super interessanti ma dal prezzo improponibile.

Quando si vive un’esperienza a cadenza annuale il regolare ripetersi delle tappe e dei momenti degli anni precedenti, solo con una storia di vita più lunga alle spalle, ha qualcosa di rassicurante e malinconico insieme. Quest’anno, però, a questa cadenzata dolcezza si è aggiunta una gran quantità di novità che ci hanno dimostrato che certe esperienze sono troppo speciali per smettere mai di stupire.

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I 110 migliori libri italiani degli ultimi 200 anni

PRESENTAZIONE
La premessa è d’obbligo: una lista di libri non ha mai pretesa d’essere scienza oggettiva. Nel nostro caso abbiamo cercato di coniugare, come criteri, il giudizio della critica, l’importanza che l’opera ha avuto all’interno del clima culturale e sociale in cui è apparsa, la sua innovazione letteraria, il giudizio medio dei lettori, l’importanza del suo autore, ecc. Sostanzialmente l’obiettivo di questa lista è far scoprire opere belle e importanti di meritevoli autori che ormai sono immeritatamente poco conosciute, che, come vedrete, si alternano a quei capolavori senza tempo che rendono verdeggiante la nostra letteratura italiana. Accanto a Calvino troverete D’Arrigo, oppure Cavani insieme a Pavese, Anna Banti con Elsa Morante, e così via. Se è vero che Carducci, Silone, Fogazzaro o Leopardi hanno reso gloriosa la nostra letteratura, vero anche che un simile contributo è da attribuire a Manganelli o a Carmelo Bene, a Landolfi come a Maria Bellonci, alle opere di Bontempelli come a quelle di Savinio, eccetera. È anche l’occasione per trovare consigli di lettura, tra romanzi, poesia e opere teatrali.
L’ordine è rigorosamente cronologico, sia per l’impossibilità di un ordine cardinale sia per dar un’idea del contesto e dell’ordine in cui queste opere sono apparse. Continua a leggere

The Young Pope e quel romanzo del ’73 che tanto ci assomiglia

Se ormai The Young Pope è sulla bocca di tutti, in pochi conosceranno il romanzo del 1973 che con la serie di Sorrentino ha numerose analogie.

Roma senza Papa fu scritto nel 1967 e pubblicato postumo tra il 1973 e il 1974. Il suo autore, Guido Morselli, s’era da poco suicidato senza aver mai pubblicato nulla. Quando Adelphi propose questo suo romanzo, si verificò un turbolento ciclone nel panorama editoriale e culturale. Divenne un classico in poco tempo, malgrado oggi resti tendenzialmente di nicchia, poco ricordato, certamente non quanto merita. Continua a leggere

Nelle stanze e tra i segreti di Versailles – Gli ultimi libertini dell’Ancien Régime

“Gli ultimi libertini”di Benedetta Craveri

È uscito nelle librerie da pochissimi giorni Gli ultimi libertini (Adelphi), il nuovo, atteso libro di Benedetta Craveri, scrittrice, critica letteraria ed esperta di storia e cultura francese del ‘600 e ‘700.
Attraverso una scrittura evocativa e travolgente, Craveri ci porta nei corridoi, nei saloni, nelle stanze di Versailles per offrirci un affascinante affresco della vita di corte parigina negli ultimi anni dell’Ancien Régime, quelli subito precedenti alla Rivoluzione del 1789. Continua a leggere

Proust vs. Bernhard. Un ircocervo tra Parigi e Vienna

Alla ricerca del tempo perduto vs. A colpi d’ascia

Quando Proust si fa cinico, spietato e mitteleuropeo, il risultato non può che essere Thomas Bernhard.

Proverò oggi qualcosa di diverso. Per rimanere fedeli al nostro nome, mi cimenterò in un tentativo di ircocervo (letteratura comparata, la chiamano i noiosi): in questo caso a prendere vita sarà un essere metà Proust metà Bernhard. Continua a leggere