“Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” parla di noi ieri, oggi e domani; non è fantascienza

È un periodo in cui ricevo un sacco di consigli letterari, per mia fortuna! La settimana scorsa un mio carissimo amico mi ha regalato il famosissimo libro di P. K. Dick: “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?Continua a leggere

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“Il cuore è un cane senza nome”, e Giuseppe Zucco sa come descriverlo

Il cuore è un cane senza nome – Giuseppe Zucco
(Minimum Fax)

il-cuore-e-un-cane-senza-nome-19801Una rivelazione fin dalla copertina: da un lato un titolo poetico, che sa di storie antiche e a tratti fiabesche; dall’altro lato, un’illustrazione onirica ed evocativa al tempo stesso. La tentazione di immergersi nella sorpresa e di prendere fiato solo dopo avere concluso la lettura è forte.

Lo è ancora di più appena si legge l’epigrafe iniziale e si riescono già a intuire i tasselli mancanti del puzzle attraverso le parole di Virginia Woolf: “Se ne stavano divisi dal più profondo abisso che separa un essere da un altro. Lei parlava, lui era muto. Lei era una donna, lui un cane. Così incredibilmente vicini e così immensamente distanti, si erano guardati ancora”. Ed ecco che la storia prende già forma, così, senza averla ancora neppure assaggiata. È già presente in tutte le sue declinazioni.

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“Sono puri i loro sogni”, dice Matteo Bussola ai genitori, parlando dei figli da crescere

Sono puri i loro sogni – Matteo Bussola
(Einaudi)

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La mancanza di una preparazione adeguata per fare i genitori si fa sentire spesso, in Italia e all’estero. Che si tratti di una formazione “sul campo”, di veri e propri corsi, di riflessioni basate sul buon senso e maturate negli anni, di insegnamenti dedotti dall’esperienza altrui, servirebbe che qualcuno segnalasse a chi ha dei figli non tanto cosa è giusto e cosa è sbagliato, quanto quale atteggiamento può essere sano e quale no.

Ecco perché una pubblicazione come quella di Matteo Bussola per Einaudi Stile Libero è particolarmente preziosa: si tratta di una lettera aperta e allo stesso tempo di un lungo racconto di vita, di un’argomentazione delicata e piena di esempi, di un vero e proprio vademecum e sicuramente anche di una lezione preziosa. Sono puri i loro sogni si concentra, infatti, su uno specifico aspetto del rapporto genitori-figli, ovvero quello che ingloba il rapporto con gli insegnanti e con l’intero mondo scolastico.

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“Il mare dove non si tocca”, romanzo di formazione di Fabio Genovesi

Il mare dove non si tocca – Fabio Genovesi
(Mondadori)

47d7327b-e5b7-434b-be53-6df20576a014_medium_pSarà forse per via del momento storico, sarà per l’opprimente bisogno di sentirci adulti che ci impone di continuo la convivenza sociale, ma sta di fatto che i romanzi dedicati a storie d’infanzia catturano l’attenzione e diventano spesso delle piccole perle che tanto i più grandi quanto chi sta ancora crescendo guarda con interesse in vetrina e, prima o dopo, alla fine compra e legge.

Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi, uscito per Mondadori a settembre 2017, ne è un ottimo esempio. Si tratta, infatti, di una storia che parte da quando il protagonista non va ancora neppure a scuola, ovvero quel momento dell’esistenza in cui l’universo personale coincide con il nucleo familiare e con i suoi componenti.

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I peggiori incubi ortografici ripercorsi in tre racconti più una nota di lettura

Il punto esclamativo e altri incubi ortografici – Čechov, Tarchetti, De Marchi
(EDB)

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Sarebbe impossibile annoverare tutte le sviste ortografiche di cui ci si rende responsabili nel corso della propria esistenza, così come diventerebbe quasi infinita la lista di scrittori che hanno dedicato parte della loro produzione a storie ispirate ad errori grammaticali.

Il saggio Il punto esclamativo e altri incubi ortografici, edito nel settembre 2017 da EDB, tenta in ogni caso una cernita esemplificativa e intelligente di come certi segni di interpunzione, certe lettere dell’alfabeto e certe regole prescrittive abbiano delle conseguenze concrete sulla vita di personaggi fittizi e di individui in carne e ossa. Per riuscirci, vengono proposte in successione tre storie brevi di tre celebri letterati: Anton Čechov, Iginio Ugo Tarchetti e Emilio De Marchi.

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