“Divorziare con stile”: l’inno alla personalità di Vincenzo Malinconico

Divorziare con stile, Diego de Silva

Einaudi, 2017

 

Undici anni fa cominciava l’avventura di Vincenzo Malinconico, con Non avevo capito niente, edito Einaudi nel 2007, per continuare con Mia suocera beve (Einaudi, 2010) e Sono contrario alle emozioni (ancora Einaudi, 2011). E, alla fine del 2017, Divorziare con stile. Continua a leggere

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“Mary Lavelle”, il romanzo che nel ’36 scandalizzò due nazioni

Mary Lavelle, Kate O’Brien
(Fazi Editore)

Nel 1936 Kate O’ Brien, scrittrice già celebrate nel ‘31 grazie alla sua opera prima Without my cloak, dava alle stampe Mary Lavelle, l’appassionata avventura di unamarylavelle-obrien giovane governante irlandese nella Spagna del 1922.
Il romanzo, destinato ad essere censurato nel giro di pochi mesi sia in Spagna che in Irlanda, è stato recentemente riedito da Fazi Editore ed è al momento una delle poche opere dell’autrice facilmente reperibili in italiano.

Le prime cento pagine dell’opera rendono difficile comprendere il perché di una censura tanto severa: Mary Lavelle, ventunenne irlandese straordinariamente bella, parte per lavorare un anno come istitutrice in Spagna, nei Paesi Baschi, per scoprire il mondo e cercare se stessa prima di sposare il suo dolce e fin troppo premuroso fidanzato.
Gli occhi sprovveduti ma attenti di Mary guidano il lettore alla scoperta della cittadina in cui risiede, dei caratteri volubili e affettuosi delle ragazze che le sono affidate e dell’animo appassionato e insondabile della Spagna. Continua a leggere

“Silenzi” di Emily Dickinson: un concentrato di spigolose nostalgie

Silenzi – Emily Dickinson
(Feltrinelli)

9788807900853_quartaPer oggi è tutto quello che ho da portare –
Questo, e insieme il mio cuore –
Questo e il mio cuore e i campi –
e i prati – tutto intorno –
Contali uno per uno – dovessi dimenticarmene io
qualcuno dovrà ricordarne la somma –
Questo, il mio cuore e le api, una per una,
che abitano il trifoglio.

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Non sollevare quel velo dipinto che i viventi chiamano vita

il velo dipinto_copertinaLa nuova, morbidissima edizione Adelphi de Il velo dipinto, uno dei romanzi più noti di William Somerset Maugham, mi chiama dagli scaffali della libreria fin da quando l’ho vista la prima volta. Sentivo che la lettura di questo libro mi avrebbe avvinta, arricchita e sconvolta, eppure avevo esitato a compierla fino a che non ho avuto la possibilità di prenderlo in prestito in biblioteca. A quel punto, sono bastati tre giorni di pagine rubate tra un impegno e l’altro per divorarlo fino in fondo, e ho avuto la conferma che le mie sensazioni erano esatte. Continua a leggere

“Gli animali che amiamo”, un assurdo viaggio onirico tra strane bestie e profondità marine

Gli animali che amiamo, Antoine Volodine

(66thand2nd)

 

Gli animali che amiamo rappresenta innanzi tutto una grande sfida alle capacità del vocabolario italiano: non possiamo definirlo attraverso nessuna categoria riconosciuta, lungi dal trattarsi tanto di un romanzo quanto di una raccolta di racconti, non è un saggio e nemmeno una poesia, ma un’improbabile miscellanea di tutte e quattro le forme letterarie. L’opera di Volodine è un viaggio onirico, un delirio quasi coerente, una carnevalesca sfilata di bestie, un assurdo trattato sulla fine dei tempi e un presagio apocalittico impresso su carta. Continua a leggere

“Il cuore è un cane senza nome”, e Giuseppe Zucco sa come descriverlo

Il cuore è un cane senza nome – Giuseppe Zucco
(Minimum Fax)

il-cuore-e-un-cane-senza-nome-19801Una rivelazione fin dalla copertina: da un lato un titolo poetico, che sa di storie antiche e a tratti fiabesche; dall’altro lato, un’illustrazione onirica ed evocativa al tempo stesso. La tentazione di immergersi nella sorpresa e di prendere fiato solo dopo avere concluso la lettura è forte.

Lo è ancora di più appena si legge l’epigrafe iniziale e si riescono già a intuire i tasselli mancanti del puzzle attraverso le parole di Virginia Woolf: “Se ne stavano divisi dal più profondo abisso che separa un essere da un altro. Lei parlava, lui era muto. Lei era una donna, lui un cane. Così incredibilmente vicini e così immensamente distanti, si erano guardati ancora”. Ed ecco che la storia prende già forma, così, senza averla ancora neppure assaggiata. È già presente in tutte le sue declinazioni.

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