“Mai la stessa tre volte”, di Cristiano Montanari

L’OPERA

Mai la stessa tre volte è un romanzo fortemente visivo. Se dovessi dire cosa mi ha ricordato di più la lettura di quest’opera, non penserei ad un altro libro, ma ad un anime. E d’altra parte non è da escludere che questa forma d’arte sia stata tra le fonti di ispirazione di Cristiano Montanari, visti i molteplici riferimenti alla cultura nipponica sparsi in tutta l’opera.

Quest’importanza data alla componente visiva è al tempo stesso un pregio e un Mai la stessa tre volte _ copertinadifetto dell’opera: se, infatti, in certi punti la secchezza dello stile e dei dialoghi potranno deludere i gusti di alcuni, non si potranno non apprezzare le scene d’azione, descritte con efficacia e dovizia di particolari. Il lettore si sente sempre perfettamente calato nell’universo del racconto grazie alle minuziose descrizioni; lo stile è stringato e si abbandona a pochissime sbavature, rendendo dunque agevole la lettura.

La vicenda, che si svolge in un futuro distopico ed ipertecnologico, ha come protagonista Lotty Goldfarb, una detective al soldo di una misteriosa corporazione che si trova coinvolta, insieme ad una fitta rete di personaggi più o meno raccomandabile, in un mistero che comincia come il semplice furto di alcuni oggetti da una galleria d’arte e finisce per complicarsi con il disvelamento di vari complotti e una serie di macabri omicidi; mistero per la cui risoluzione Lotty stessa sembra essere la chiave.

Un pregio dell’opera è la gestione del punto di vista della protagonista: è sempre interessante leggere come un uomo si cimenti nell’interpretazione dei pensieri di una donna, e Montanari ci riesce abbastanza bene: il carattere di Lotty resta sempre lievemente in ombra, e mai tutto ciò che riguarda il suo passato è spiegato fino in fondo al lettore; per questo non si riesce a decidere se è più simile ad una ragazza o ad una donna; ad una persona equilibrata o ad una fredda macchina assassina, e quest’indefinitezza la rende un personaggio interessante.

Negli altri personaggi questa caratterizzazione non riesce sempre altrettanto bene e ogni tanto rasenta lo stereotipo: è il caso di Valentina, la collega di Lotty, classico esempio di donna virile ed emancipata, con annessa violenza e scontrosità. Più controverso è il personaggio di Lily, di cui non ho sinceramente capito l’evoluzione: nel giro di qualche pagina passa da fanciulla ricca e misteriosa a spietata assassina a ragazzina spaventata. E neanche sono riuscita a trovare una soluzione di continuità nelle moine nei confronti di Lotty, che ricordano allo stesso modo le scene di qualche anime, ma stavolta non in senso positivo.

La trama è inizialmente gestita con maestria: l’ambientazione futuristica è appena percepita, sullo sfondo, e il lettore ha sull’universo in cui è immerso solo le informazioni necessarie per muovercisi durante la storia. Il giallo è ben costruito e, soprattutto nella parte centrale del romanzo, tiene il lettore avvinto alle pagine; tuttavia verso la fine la storia si fa sempre più confusionaria, con l’aggiunta di nuovi personaggi il cui ruolo non viene spiegato fino in fondo e nuovi misteri che si accavallano a quelli precedenti: man mano che ci si avvicina al finale, ci si aspetta che gli interrogativi rimasti in sospeso si risolvano, invece moltissimi punti restano oscuri e il senso ultimo della vicenda che si è appena letta rimane misterioso: ad esempio, il prologo appare scollegato dal resto, e nulla si sa sul ruolo all’interno della storia del padre di Lotty. Probabilmente il finale aperto indica che l’autore sta progettando un sequel, come si intuisce d’altra parte dalle sue risposte alle nostre domande.

In definitiva, Mai la stessa tre volte è una lettura vivace e scorrevole, capace, nonostante alcuni punti incerti, di avvincere il lettore e di lasciarlo con la curiosità di scoprire come si concluderanno le avventure di Lotty.

L’AUTORE

Cristiano Montanari (Modena, 1985) è dottore in Storia dell’Arte ed attualmente risiede a Modena, dove divide le sue giornate tra la scrittura ed i suoi due cani. Mai la stessa tre volte non è la sua prima opera.

Cosa rappresenta per te questo romanzo? Questo romanzo è l’inizio di una piccola avventura che spero appassionerà molti.

Due aggettivi per definirlo? Diverso e stimolante.

Il vostro scrittore preferito? Pari patta tra William Gibson e Nishio Ishin.

L’EDIZIONE:

Editore: Lettere Animate

Anno pubblicazione: 2014

Pagine: 220

Versioni: ebook

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2 thoughts on ““Mai la stessa tre volte”, di Cristiano Montanari

  1. Dato che praticamente il 99% dei referral al mio romanzo proviene da questa intervista: per tutti coloro che fossero interessati all’acquisto del romanzo, purtroppo ho terminato la mia collaborazione con la casa editrice, e quindi esso non è più disponibile né lo sarà nel futuro prossimo.

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